In Sicilia lo scontro politico cede il passo alla magistratura. Il governatore Musumeci prova a bloccare l’accoglienza dei migranti tra i quali (pochi, invero) casi di positivi al virus e la battaglia diventa un conflitto istituzionale per il quale Regione Sicilia e governo centrale si fronteggiano a suon di carta bollata. Musumeci emette un’ordinanza di sgombero dei centri di accoglienza, il governo non la impugna ma nemmeno le dà seguito. «Ci rivolgiamo alla magistratura – ha detto il governatore siciliano – ed è triste constatare come due articolazioni dello Stato, governo centrale e regionale, debbano ricorrere alla magistratura per riaffermare un principio sacrosanto che è il diritto alla salute». Per non essere da meno, il senatore siciliano Davide Faraone, Italia Viva, gli risponde con lo stesso mezzo e va in Procura, dove denuncia Salvini – che va su tutte le furie e lo epiteta come “un poveretto” e Musumeci per procurato allarme. Una iniziativa inedita: la prima volta di un garantista che a dispetto del primato della politica, rimette la decisione all’amministrazione giudiziaria. Il Riformista gliene chiede conto.
Ha denunciato Musumeci e Salvini. Perché?
Io difendo la mia Sicilia da un’opera di sciacallaggio di Salvini a cui si sta prestando Musumeci. L’ordinanza che ha firmato il presidente della Regione è solo uno show di cattivo gusto. Le parole di Salvini secondo cui a Lampedusa i migranti passeggiano con i turisti, che poi portano il coronavirus al Nord, sono un danno incalcolabile per quell’isola bellissima, per tutta la mia terra che vive di turismo e che sta tentando di rialzarsi ed evitare che l’economia chiuda bottega per sempre. Io contesto questo. Il fatto che ordinanze farlocche e parole tipo “lazzaretto” o “campo profughi” riferite alla Sicilia creano danni economici incalcolabili e chi le pronuncia o chi utilizza la sua carica per firmare atti che non hanno alcuna forza di legge, sta facendo male ai siciliani. Non c’è politica in tutto questo.
Sì, ma come è nata l’idea di rivolgersi alla magistratura per affrontare una questione politica? Renzi era d’accordo con lei su questo iter? Lega e FI la accusano di usare i magistrati per colpire gli avversari, contraddicendo il garantismo di Italia Viva.
Voi credete che firmare una ordinanza finta o urlare in una diretta Facebook che a Lampedusa i migranti infetti passeggiano con i turisti rientri nel campo della politica? Lo credete davvero? Non pensate che tutto ciò ormai con la politica, con la gestione del bene comune, con la salvaguardia della salute dei cittadini, dei posti di lavoro non c’entri più nulla? Io lo penso. E per difendere l’economia della mia Sicilia non posso che far ricorso alla giustizia. Questo è garantismo. Perché il garantismo non funziona solo per chi ha una poltrona in Parlamento. Il garantismo è anche fare una battaglia affinché l’albergo o il ristorante di Lampedusa non chiudano la saracinesca per colpa di una becera propaganda e dell’inefficienza della Regione.
Esiste un problema di gestione dei migranti, diciamocelo. La Sicilia ne accoglie per forza di cose più di altri…
Certo che esiste. L’ho ripetuto migliaia di volte in questi giorni. A me di Musumeci, che vuole solo accattivarsi le simpatie di Salvini, fregandosene dei siciliani, non m’importa un tubo. Ciò che mi interessa è dare una mano ai sindaci di frontiera. Perché sono loro quelli che si trovano a gestire un’emergenza enorme, non possono più permettersi giochini politici e ordinanze farlocche. Hanno di fronte una realtà che è ben più grave delle dispute ideologiche e della propaganda.
Le Regioni sul Covid in ordine sparso. Un problema di riequilibrio dei poteri.
Un problema grande quanto una casa. L’avevamo detto e scritto nel 2016 e la nostra riforma, bocciata con il referendum, agiva per eliminare un federalismo sanitario che aveva provocato storture, differenze di prestazioni da Nord a Sud, 20 sistemi sanitari diversi, dove ci sono regioni che erogano dei servizi che altre non offrono.
Che giudizio dà di Musumeci?
È uno che sventola ordinanze farlocche in diretta Facebook. Fa solo demagogia, chiuso nella sua torre d’avorio.