L’accordo era stato trovato: meno un terzo sullo stipendio nel caso in cui la stagione calcistica non dovesse ripartire, meno un sesto in caso di ripresa. Ai singoli club il compito di definire gli accordi con i propri tesserati.

Ma per l’Associazione Italiana Calciatori, il sindacato della categoria, la strada da percorrere non può essere questa. L’Aic, che non aveva partecipato al vertice, ha riunito il proprio direttivo per poi collegarsi in videoconferenza con i rappresentati dei club e comunicare, attraverso il vicepresidente Calcagno, la sua posizione: “La proposta della Lega è vergognosa e irricevibile“. Una tesi sostenuta anche dal presidente Damiano Tommasi, ex centrocampista della Roma:”Voler riversare sui calciatori l’intero eventuale danno economico, è un fatto che preoccupa”.

Tommasi ha poi spiegato le ragioni di questa netta opposizione: “Se le società di serie A si devono trovare in assemblea per dire che non pagheranno gli stipendi, quando in realtà a tu per tu con i giocatori i singoli club stanno cercando accordi di buon senso, è molto preoccupante”. Un tentativo, secondo l’ex calciatore di screditare l’intera categoria: “Come ha detto Messi, non riesco a capire la logica imprenditoriale alla base di questo comportamento: mettere in cattiva luce i giocatori, principali protagonisti dello spettacolo, quando tutti o quasi stanno già discutendo con i club come uscire insieme da questa crisi. Mi pare una follia”.