«Il negazionismo no vax è intriso di antisemitismo. E questo libro ne è una testimonianza. E il fatto che a fomentare certi pregiudizi siano persone acculturate rende ancor più grave la vicenda. Mi auguro che vengano posti nelle sedi opportune di fronte alle loro responsabilità». A sostenerlo è Riccardo Pacifici, già presidente della Comunità ebraica di Roma, una delle figure più rappresentative dell’ebraismo italiano. «Da ebreo – rivela Pacifici – mi sono sentito orgoglioso che lo Stato d’Israele fosse all’avanguardia nella campagna di vaccinazione. Poi, però, mi sono detto: vuoi vedere che adesso accuseranno Israele e gli ebrei di volerci speculare sopra?».

Nel libro “Strage di Stato. Le verità nascoste della Covid-19” (Lemma presse), i due autori, un magistrato e un medico, scrivono tra l’altro: “Vogliamo dire chi comanda nel mondo? Comandano gli ebrei! Sta tutto nelle mani loro! Tutte le lobby economiche e farmaceutiche, hanno tutto in mano loro…la grande finanza”. Che dire?
Il peggio possibile. Siamo alla demonizzazione nella demonizzazione. Negazionisti di tutto il mondo unitevi… Essere ebreo è una colpa anche nella pandemia. L’amministratore delegato della Pfizer è figlio di un sopravvissuto della Shoah. Per i doppi negazionisti la sua è una duplice colpa: produrre vaccini ed essere ebreo. La cultura nella quale si sviluppano questo tipo di ideologie è una cultura assolutamente pericolosa. Invece di unire, la pandemia viene utilizzata da questi seminatori di odio razzista e antisemita, per demonizzare l’altro da sé. È accaduto, agli inizi del coronavirus, con la comunità cinese dipinta come portatrice del Covid. Una demonizzazione che ha portato alla chiusura di decine di attività, alcune anche importanti, e non solo nel settore del commercio. Penso a Roma, dove vivo, ma anche in una realtà come quella di Prato dove era presente una importante imprenditoria di cinesi in Italia. Sono rimasto profondamente colpito dalla reazione isterica nel Paese relativa al nostro rapporto con la comunità cinese. Mi preoccupava questo qualunquismo imperante anche in quelle persone da cui non te lo saresti aspettato. Un qualunquismo aggressivo che ha costretto, siamo all’anno scorso, inizio pandemia, questa comunità ad eclissarsi dal nostro orizzonte. Era scattata, non solo in Italia, una sorta di caccia al cinese anche con sentimenti, andando nei social, davvero molto aggressivi. Una pseudo cultura demonizzante che ha investito anche, direi di nuovo, lo Stato d’Israele.

In che senso?
Lo Stato d’Israele ha costruito un modello riconosciuto a livello internazionale per quel che riguarda una efficace campagna di vaccinazione. In Israele ormai sono quasi tutti vaccinati, e quelli che non lo sono, sono i no vax. A un certo punto, noi ebrei abbiamo avuto quasi paura che il vaccino anti Covid-19 lo producessero per primi gli israeliani. È un paradosso, ma si tratta di un sentimento che anche io ho provato. Da un senso di “orgoglio” laddove sembrava che gli israeliani stessero per annunciare la realizzazione di un vaccino in cooperazione con alcuni Paesi, tra cui anche l’Italia. Poi non l’hanno fatto. Ma dopo l’orgoglio, è subentrato il timore: vuoi vedere, mi sono detto, che qualcuno comincerà a diffondere la fake news che gli israeliani hanno trovato il vaccino perché già ce lo avevano e ora se lo vanno a vendere? E poi, ancora vengono a dire che dietro a tutto ci sono ebrei che controllano il mondo, da Bill Gates a Soros…

In effetti lo sostengono anche gli autori del libro…
Qui scadiamo nel ridicolo. Ma è un ridicolo altamente nocivo, che intossica la mente e fomenta, soprattutto nella rete, l’antisemitismo. E il fatto che a farsene veicolo siano due persone acculturate, beh questa è un’aggravante. Qui siamo dentro ai peggiori stereotipi dell’ebreo che controlla la finanza e decide i destini del mondo. Non sottovalutiamo la pericolosità di questa narrazione. La storia dovrebbe averci insegnato qualcosa. Purtroppo è una pseudo cultura che attraversa diversi strati sociali, anche quelli più acculturati. Ci sono medici no vax, ci sono persone plurilaureate che hanno sentimenti xenofobi e anche antisemiti, perché le due cose vanno di pari passo. Gli ebrei fanno più notizia, perché hanno premi Nobel che portano progresso e questo viene visto da questi negazionisti come una colpa. È un humus figlio di menti malate di cui più che la magistratura se ne dovrebbe occupare la psichiatria. Io non mi arrendo. In questo mondo malato dobbiamo capire chi sono i manipolatori, quelli che scientemente spacciano per “verità” farneticazioni costruite ad arte. E se sono persone culturalmente attive, professori, comunicatori, medici, magistrati…allora mi auguro che le istituzioni del Paese, della mia comunità se ne occupino e li mettano di fronte alle loro responsabilità nelle sedi appropriate, in primo luogo la giustizia.

Esperto di Medio Oriente e Islam segue da un quarto di secolo la politica estera italiana e in particolare tutte le vicende riguardanti il Medio Oriente.