La sua carriera è in rampa di lancio, a soli 33 anni è già deputato e vicesegretario della Lega di Matteo Salvini, ma Andrea Crippa deve fare i conti con una brutta vicenda giudiziaria. Il parlamentare è stato infatti condannato al risarcimento di 15mila euro di danni non non patrimoniali al Museo Egizio di Torino, con la sezione civile del Tribunale di Torino che ha ordinato al deputato del Carroccio la rimozione dai suoi social network il video ‘dello scandalo’.

Il filmato pubblicato nel gennaio 2018 mostrava Crippa, all’epoca leader del Movimento dei Giovani Padani e assistente a Bruxelles di Salvini, telefonare al Museo Egizio di Torino per chiedere conto dell’iniziativa della Fondazione di dare uno sconto ai visitatori di nazionalità araba. Nel video il deputato si rivolge ad un uomo che gli risponde dal centralino, al quale chiede se tutto gli pare “normale”. “Gli italiani che fanno, pagano il biglietto intero?”, domanda Crippa. Un video che aveva provocato decine di telefonate al Museo di leghisti che si lamentavano degli sconti e una forte polemica politica.

La svolta è arrivata con un esposto del Museo: come segnalato infatti dai responsabili della struttura, tutte le persone che lavorano al centralino sono donne, mentre nel video pubblicato da Crippa si sente chiaramente una voce maschile.

Come accertato dal giudice Valeria Di Donato, Crippa ha “finto di fare una telefonata a vivavoce al museo Egizio per ottenere informazioni su eventuali agevolazioni in corso e, alla risposta del (finto) centralinista, ha criticato in maniera polemica la promozione a favore degli arabi che avrebbe realizzato una discriminazione ‘a rovescio’”, scrive La Stampa nelle pagine di Torino. Sul fronte penale invece la Procura di Torino aveva  chiesto l’archiviazione del procedimento.