Nel Sì & No del giorno del Riformista spazio al dibattito sulla condanna a 17 anni di reclusione al gioielliere che uccise i rapinatori. Sul tema della legittima difesa intervengono con visioni opposte il direttore Andrea Ruggieri e il deputato Stefano Candiani (Lega).

Di seguito il commento di Stefano Candiani 

Quello di Grinzane Cavour in provincia di Cuneo è un drammatico fatto di sangue. Spiace molto doversi trovare ancora a commentare queste situazioni, ma c’è in corso una strumentalizzazione che ha un obiettivo meschino: manipolare la realtà dai fatti per colpire il tema della legittima difesa. Non si può che esprimere solidarietà sin da subito al gioielliere, al di là del giudizio sulla proporzionalità della risposta. L’assalto di cui, con la sua famiglia, è stato vittima, infatti, riporta alla mente tanti gravissimi episodi simili, ai danni della sua categoria, di benzinai, di tabaccai, di commercianti, per non parlare delle rapine domestiche dove le persone vengono a trovarsi di fronte fatti di una efferatezza inaudita, che, troppo spesso, si concludono con il sangue delle vittime. È chiaro c’è una questione di proporzionalità della risposta, ma la proporzione che non si trova davvero è quella tra la condanna della gravità dell’aggressione, che ci si aspetterebbe unanime verso i criminali, da un lato, e la gravità di questi fatti e le condanne comminate agli aggressori, dall’altro.

È evidente che tutte le volte che vediamo portato in giudizio un commerciante qualsiasi o un pensionato che ha subito un’aggressione e ci troviamo invece con l’aggressore a piede libero, ci troviamo di fronte a qualcosa che non funziona. Questo è inaccettabile: abbiamo il dovere di considerare la giusta indignazione dell’opinione pubblica. Chiunque oggi voglia con il caso di Cuneo, cercare di picconare le innovazioni che la Lega ha voluto portare alla Legge in Parlamento per garantire alle vittime il diritto alla legittima difesa rispetto agli aggressori e alle violenze subite, mina alla base la credibilità degli istituti di legge e della Giustizia stessa. Non c’è giustizia se non c’è rispetto per le vittime e condanna per l’aggressore. Sulla legittima difesa, ancora una volta, appare purtroppo evidente che l’interpretazione di alcuni magistrati porta all’inversione delle condizioni, con la vittima che diventa l’aggressore e l’aggressore che diventa la vittima. Questo, lo ribadisco, è un modo sbagliato di giudicare che dà, oltretutto, l’idea di uno Stato che non sa difendere le vittime.

Il che è quanto di più lontano ci sia dalla nostra visione della realtà.
Purtroppo c’è una parte di sinistra che strumentalizza qualsiasi cosa sia commentata dalla Lega, in particolare dal suo leader Salvini. Senza entrare nell’aspetto giudiziario della proporzione della risposta all’aggressione subita, non possiamo dimenticare che c’è stata una rapina a mano armata, come si legge spesso sulle cronache. È quindi ovvio che c’è una parte della politica italiana, di sinistra, che non accetta un reale principio di autodifesa. Non dimentichiamo che se c’è un’aggressione all’origine dei fatti deve essere garantita la legittima difesa all’aggredito.

Che poi non è altro che lo stesso tema dibattuto a lungo in Parlamento riguardo la legittima difesa dell’Ucraina nei confronti dell’aggressione russa o di Israele rispetto ad Hamas, temi su cui la sinistra, non a caso, si è divisa. Questo per dire che c’è oggettivamente difficoltà in un ampio settore della sinistra italiana a stare dalla parte degli aggrediti, perché per loro il Diritto si applica in base alle simpatie o alle antipatie politiche. Per loro vale semplicemente il contrario di quanto affermano Salvini e la Lega, a prescindere dai fatti. Ribadisco: ci deve essere proporzione nella difesa per essere legittima, ma guai a negare, prendendo come scusa qualche situazione estrema, il diritto, a mio avviso inviolabile, della persona a difendersi.
Ma vi pare logico, piuttosto, che alcuni media parlino di Salvini e dei suoi commenti e non parlino, invece, dell’aggressione subita, della rapina a mano armata, della violenza contro questo gioielliere? Tutto ciò è assurdo.

Stefano Candiani 

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