Deludente discorso alla Camera in un momento delicato per il Paese. È questa la sensazione che si condivide, in queste ore, a Montecitorio. Nessun contenuto aulico e di spessore, lontano anni luce dai grandi discorsi che i suoi predecessori hanno tenuto in quell’Aula. È il segno che sta svanendo l’idea di Conte statista, un’idea che per forza vorrebbero propinarci con qualche foto a effetto e una pochette in vista ma che, in realtà, non c’è più.

Nulla di più di un eloquio da campagna elettorale, intriso di segmenti autocelebrativi e senza veri riferimenti all’interesse del Paese. Non è questo, che fuori dal Parlamento, ci si aspettava e tra i banchi, in molti, bisbigliano lo stesso. La comunicazione ancora una volta gioca a sfavore di Conte, dopo gli ultimi scivoloni sui social anche oggi, nella sua esposizione, il Premier ha toppato. Più sincero ed emotivamente forte, il discorso dell’ex sottosegretario Scalfarotto che ha parlato a braccio e lo ha fatto con una voce tremolante.

Sono ore di apprensione per le sorti di questo Paese e la fragilità del Presidente del Consiglio, con questa strategia, non lascia presagire una continuità di questa maggioranza e semmai ci sarà un Conte ter, lo sapremo a breve, sarà debole. Sarebbe il caso che il Presidente si affidasse alla sua competenza linguistica e alla sua capacità di saggista, esattamente come avrebbe fatto in un tribunale o in una sede accademica… Lontano dalla mediocrità dei palcoscenici da avanspettacolo che lo hanno trascinato in questa crisi e alla gran parte dei suoi errori.

Esperto di social media, mi occupo da anni di costruzione di web tv e produzione di format