L’antiamericanismo imbarazza il campo largo
Il M5S non firma il testo contro gli ayatollah: “No a un’azione illegale Usa”. Meglio il diritto internazionale targato Xi e Putin?
La 3a Commissione Affari esteri e Difesa del Senato, a fronte dell’atroce dramma in corso in Iran – dove un popolo intero da giorni protesta contro la dittatura degli ayatollah e dei Pasdaran – ha votato una risoluzione (presentata dalla presidente Stefania Craxi) di condanna delle repressioni messe in atto dal regime.
Il testo impegna il governo in azioni del tutto condivisibili: chiede – ad esempio – di portare avanti ogni iniziativa diplomatica utile, o ancora di richiedere alle autorità iraniane la rinuncia alla pena di morte quale strumento di repressione del dissenso. Nonostante ciò, la risoluzione non ha generato quella compattezza politica che si auspicava. Il Movimento 5 Stelle, tra l’imbarazzo di molti colleghi del campo largo, si è astenuto. Perché sì, il momento è tragico – i media delle opposizioni iraniane parlano di oltre 12mila morti nelle strade, e di interi squadroni di miliziani che sequestrano, seviziano o uccidono i manifestanti – ma i capricci ideologici sono più importanti.
Il leader Giuseppe Conte, in una lunga nota, ha spiegato le ragioni del Movimento: non è stata esaudita la richiesta di inserire un passaggio che scongiurasse qualsiasi intervento militare unilaterale fuori dal quadro del diritto internazionale. “Non vogliamo che il governo italiano si trovi a sostenere un’altra azione illegale di Trump, un’altra guerra per il petrolio”, hanno affermato i senatori M5S di Palazzo Madama. Morale della favola: tra i pentastellati l’antiamericanismo vince su tutto, anche sulla solidarietà a un popolo oppresso e sui diritti umani. A parole, il Movimento si professa al fianco di chi si ribella al regime iraniano, ma nei fatti rimane in tribuna a guardare. Non solo, diffonde una cantilenante propaganda “pacifiNta” che – non lo nascondiamo più – ci ha stufato. Conte sostiene che ora nel mondo regna la dottrina per cui il diritto internazionale vale fino al punto stabilito dagli Stati Uniti, e cita Gaza e il Venezuela, dove gli Usa sarebbero intervenuti solo per il tornaconto personale. Suggerisce Conte: si diano forme di sostegno “non violento” ai manifestanti iraniani.
Insomma, si lasci pure il popolo iraniano inerme contro il regime. A fronte di ciò che sta accadendo in Iran, ha sottolineato il senatore Marco Lombardo di Azione, sarebbe legittima l’iscrizione nelle liste delle organizzazioni terroristiche del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. Questo è un esempio di proposta politica concreta, e anche auspicabile, ma il M5S preferisce gli slogan e appellarsi a un vago diritto internazionale che, purtroppo, non incide nella realtà. Pensiamo alla responsabilità di proteggere, fondamento sacrosanto delle Nazioni Unite. Al tavolo del Consiglio di Sicurezza, Cina e Russia – alleati dell’Iran – non darebbero mai il consenso a un’operazione basata su tale principio. Allora sorge il dubbio: forse Conte preferisce un diritto internazionale fino al punto stabilito da Pechino e Mosca?
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