Mohammed bin Rashid Al Maktoum, è uno dei capi di stato più ricchi del mondo. Il sovrano di Dubai e vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti ha rapito la figlia 35enne, Latifa Al Maktoum. La principessa già all’età di 16 anni aveva tentato di fuggire. Nel 2011 insieme alla sua insegnante Tiina Jauhiainen e ad un uomo d’affari francese Hervé Jaubert aveva pianificato una evasione da Dubai.

Il giorno prestabilito per l’operazione, il 24 febbraio 2018, le due donne hanno raggiunto le acque internazionali con un’imbarcazione e un jet ski, dove sono salite a bordo dello yatch di Hervé. La destinazione erano gli Stati Uniti, dove aveva intenzione di chiedere asilio, attraverso l’India. Otto giorni dopo, mentre l’imbarcazione si trovava al largo delle coste indiane, è stata assalita da un commando che ha lanciato ordigni fumogeni, costringendo Latifa e Jauhiainen a uscire dal bagno in cui erano nascoste. L’insegnante della principessa e il resto dell’equipaggio sono stati liberati dopo due settimane di detenzione a Dubai mentre il governo indiano non ha mai chiarito il ruolo avuto nella vicenda. Al contrario, la famiglia ha dichiarato che erano stati Hervé e Jauhiainen a rapire la principessa per poi chiedere un riscatto.

Da allora nessuno ha più visto la principessa, se non per videomessaggi. Temendo che la sua vita fosse in pericolo, Latifa aveva filmato un video prima di partire come garanzia se l’avessero scoperta. Nel video caricato su  YouTube Latifa dice: “Se state guardando questo video, non è una buona cosa. Significa che sono morta o che mi trovo in una situazione davvero brutta”.

Il telefono ricevuto di nascosto nel 2019 è l’unico mezzo con il quale la principessa riesce a comunicare con il mondo esterno. Il luogo dove li registra è sempre lo stesso, il bagno della villa essendo come dice nel video “l’unica porta che può chiudere a chiave”.

Il racconto di Latifa, della sua cattura e detenzione è stato rivelato dalla sua cara amica Jauhiainen, dal cugino materno Marcus Essabri e dall’attivista David Haigh, fondatori della campagna Free Latifa. Hanno detto al giornale BBC di aver diffuso i videomessaggi poiché preoccupati per la sicurezza dell’amica.

Nei videomessaggi, registrati nel tempo, si nota tutta la preoccupazione della ragazza che inizia a temere il peggio.  Nel video dice di essere trattenuta contro la sua volontà in una villa, ormai diventata una prigione blindata, con porte e finestre chiuse, senza alcuna assistenza medica o legale, con presidi della polizia sia all’esterno che all’interno dell’abitazione.

Inoltre, i governi di Dubai e UAE hanno rifiutato di rispondere alle domande da parte della BBC riguardanti la condizione attuale di Latifa dichiarando solo che la principessa si trovava “al sicuro con la sua famiglia”.

Ovviamente, il video della ragazza ormai diffuso sul web, ha richiesto l’avviata di indagini da parte dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha dichiarato alla BBC che presto interrogherà gli Emirati Arabi Uniti sulla principessa Latifa. Nel frattempo, un portavoce ha detto che una volta che i video della principessa Latifa saranno stati analizzati, si potrà procedere con l’indagine.

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