Una campagna elettorale che si giocherà tutta sui contenuti e su due diverse idee di Paese. Intanto, la collocazione internazionale. Il tentativo inutile di Giorgia Meloni, che ha fatto una scelta atlantista, di sorvolare sulle ambiguità e le simpatie per la Russia di Putin dei suoi due alleati, non la premierà alle urne. Per il centrosinistra, invece, la collocazione internazionale non è mai cambiata: l’europeismo è la nostra bussola, l’atlantismo una scelta politica chiara. I socialisti si concentreranno, in campagna elettorale, su temi irrinunciabili, a cominciare dal lavoro. Non è solo necessario, ma urgente, riattivare l’ascensore sociale: è un tema che si trova in cima alle nostre priorità. Le chance di una persona di costruirsi il proprio futuro sono sempre più determinate dal punto di partenza, cioè dallo stato socio-economico in cui si trova. Di conseguenza le disuguaglianze di reddito si sono radicate e le classi sociali sono rimaste ingessate. Alcune misure da adottare con urgenza possono essere il rafforzamento della progressività delle tasse sui redditi, il riequilibrio delle fonti di tassazione, istruzione e formazione continua.

Una società dove i figli vivranno meglio dei genitori è una società più giusta. Non dimentichiamo che vanno stabilizzati, con garanzie e tutele precise, quei lavoratori che durante la pandemia hanno posto in salvo il sistema sanitario nazionale: i giovani precari della sanità che mandano avanti il sistema pubblico italiano insieme ai precari della scuola. E ancora: sburocratizzare la Pa. In Italia, prevalentemente piccole e medie imprese, vantano crediti dalla pubblica amministrazione e dall’agenzia delle entrate per oltre cento miliardi di euro. Soldi che ci sono, che possono essere impiegati per saldare questi debiti ma che non vengono spesi a causa delle antiche lungaggini della Pa. Un’altra delle nostre priorità: la scuola. Il centrodestra ha già tentato, negli anni in cui ha governato, di fare una riforma scolastica che ne prevedeva la regionalizzazione: una scelta aberrante rispetto ai principi costituzionali. Non possiamo immaginare venti sistemi scolastici diversi che inevitabilmente non garantirebbero a tutti gli studenti italiani una giusta istruzione. E poi i giovani. La nostra idea del Paese del futuro non può che passare attraverso investimenti massicci e per i nostri ragazzi. Il “Fondo futuro per i giovani” è la nostra proposta concreta per dare ai giovani l’opportunità di realizzare i propri obiettivi. Si tratta di un investimento iniziale dello Stato, pari a circa cinquecento milioni di euro, che permetterebbe ai giovani, mediante un fondo rotativo sul modello inglese, di finanziarsi percorsi di laurea o di specializzazione post lauream, oppure di acquistare la prima casa o ancora aprire un’impresa.

Un programma che potrebbe essere finanziato dallo Stato con una piccola parte dell’extra gettito di iva sui carburanti e sulle bollette, che ha già fatto registrare un incremento di oltre un miliardo al mese di entrate nelle casse dello Stato per effetto dell’aumento dei prezzi dell’energia. Non un bonus, ma una misura strutturale che consenta ai giovani di iniziare un percorso di crescita. La nostra visione di Paese è quella che offre opportunità a tutti e che consenta a chiunque di iniziare a correre muovendosi dallo stesso nastro di partenza. Insomma, la nostra idea di paese è quella di un’Italia un po’ più socialista.