La scelta del gruppo dirigente del Psi di costruire una lista che si richiama al socialismo europeo, nel solco della tradizione che ha sempre ispirato i valori dei socialisti, non è altro che il punto di inizio e non di arrivo di una sfida che sarà dura ma sarà appassionata e avvincente. Non abbiamo avuto dubbi: la nostra casa è il centrosinistra, da sempre, e una precisa idea di Paese – fondata su un’Italia moderna, inclusiva, europeista – è la nostra bussola. Una strada che avevamo ben chiara e che avevamo tracciato da tempo. Insieme a Pd, Art1 e Demos, forze che si ispirano ai valori del Pse di cui il Psi è fondatore, saremo in campo per spiegare agli italiani che per noi l’Italia si governa con credibilità e serietà, non con la deriva oltranzista in cui la destra vorrebbe far piombare il Paese. La sfida è tra la nostra forza responsabile, socialista e democratica e la destra guidata da Giorgia Meloni, la stessa che sul palco di Vox, l’estrema destra spagnola che strizza l’occhio al nostalgismo franchista, ha elencato i punti programmatici della sua idea di Italia: senza libertà, senza sviluppo, senza diritti.

Di fronte a noi ci sono due strade da imboccare con urgenza. La prima: dobbiamo superare le divisioni, il virus che ha indebolito per anni i partiti della sinistra. Non ci stanchiamo di dirlo: o ci presentiamo agli italiani con una coalizione ampia, siglando un patto elettorale che spinga forze anche diverse tra loro, di sinistra, moderate e riformiste, a mettersi insieme, come atto di generosità nei confronti del Paese, oppure ci logoreremo dietro ai “si fa come dico io”, in nome di una non precisata rendita di posizione che ci farebbe sonoramente perdere le elezioni. La seconda: il programma. Ci interessa molto la lotta alle diseguaglianze, alle nuove povertà che crescono, la lotta al precariato che dilaga, il diritto al salario minimo, l’inflazione che galoppa e che riduce il potere di acquisto degli italiani. E ci interessano poco i retroscena sui giornali sulla fantapolitica, i giochetti di palazzo, gli screzi tra i partiti. E poi, perché per parlare di diritti che, attenzione, per noi non sono solo i diritti civili ma anche sociali, c’è sempre un secondo tempo? La diversità è un valore e come tale va difeso. Il risultato elettorale non è affatto scontato. Andremo casa per casa, in questa campagna elettorale breve ma decisiva per il Paese, a spiegare le nostre ragioni. Non è la paura a dover prevalere, ma la fiducia. Ricucire il legame perso con il nostro elettorato, riannodare i fili del presente con lucidità e visione, progettare il futuro: ecco le priorità. Il mare è aperto e la nostra barca già in navigazione.