Napoleone Bonaparte era nato il 15 agosto, festa dell’Assunta. Un giorno si recò a messa: il vangelo proclamato era quello del Magnificat “deposuit potentes de sede et exaltavit humiles (ha deposto i potenti dai troni, ha innalzato gli umili). Napoleone rimase turbato, pensando ai potenti deposti dai troni: per non fare quella fine, rientrato a palazzo decise che la festa dell’Assunta dovesse essere abolita per non sentire più quell’infausta profezia che non doveva più essere proclamata. Non pago della soppressione, decise di sostituire l’Assunta con la festa di un santo di pari importanza: San Napoleone, un povero martire della persecuzione di Diocleziano.

La storia ci insegna che fine ha fatto Napoleone, Bonaparte, non il martire romano: non solo fu deposto dal trono, ma finì anche i suoi giorni a Sant’Elena, un’isoletta dell’Atlantico, in compagnia dei topi che infestavano l’isola. Napoleone, in esilio, pensò, meditò e comprese molte cose della vita. Si convertì in punto di morte. Bella immortal! Benefica/ fede ai trionfi avvezza/ scrivi ancor questo, allegrati:/ ché più superba altezza/ al disonor del Golgota / giammai non si chinò. Ecco la fine dei potenti, di questa terra. Ho pensato a Napoleone e al disonor del Golgota quando ho appreso del nuovo attacco da parte del Presidente Trump contro la nostra Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: una sola può essere la reazione da parte di tutti noi italiani, ossia la solidarietà alla nostra Premier. Quando un uomo o una donna delle Istituzioni sono oggetto di attacco, di offesa, di vilipendio, la reazione solidale deve essere unanime. Se ad essere oggetto delle accuse di Trump fossero stati Conte o Schlein, nulla sarebbe cambiato, l’invito alla solidarietà sarebbe stato parimenti sentito e partecipato.

Le parole di Trump offendono tutti noi, in quanto italiani, in quanto cittadini di uno Stato sovrano che deve pretendere il rispetto per tutti noi: dalla casalinga di Voghera alla Premier. In queste ore non è in discussione l’alleanza con gli Stati Uniti: il popolo statunitense è più grande di chi oggi lo rappresenta, così come in passato, durante il fascismo, noi italiani eravamo più grandi di chi guidava le sorti della nostra nazione: infatti nei campi di battaglia, in Russia o nei campi di prigionia tedeschi sono morti più italiani antifascisti che italiani fascisti. Ma sempre italiani erano. Gli uomini politici passano, restano invece i principi positivi, gli ideali di pace, di collaborazione che hanno reso grandi le nazioni e l’Occidente. Le parole di Trump alla Presidente Meloni interpellano tutti, anche i paesi europei: è un attacco che offende la civiltà occidentale.

Per questo dobbiamo andare oltre, dobbiamo rispondere al male con il bene. Gli attacchi di Trump alla premier devono essere il seme da cui deve nascere non uno spirito antistatunitense o antitrumpiano, assolutamente no. Al contrario, gli attacchi di Trump alla Meloni devono essere il seme dal quale far nascere un nuovo spirito di unità nazionale che deve sfociare non in una sorta di nuovo nazionalismo ma in un progetto politico che segni un reale cambiamento dei modi di fare politica, un reale cambiamento del modo con cui i nostri giovani devono essere educati ai valori pacifici della convivenza civile. Il mio timore, infatti, è che dietro le parole del presidente americano si nasconda il tentativo di un’ingerenza statunitense negli affari di casa nostra, nel tentativo di screditare la persona e l’operato della Premier e creare così il terreno fertile in cui far attecchire progetti politici in linea con il programma politico di chi ora abita alla Casa Bianca.

Sono certa però che questo è solo un mio pensiero, dettato forse dalla paura che non riaccada una nuova via Fani. Per questo invito tutti ad una catena di solidarietà sui social: #iostoconGiorgiaMeloni #iostoconlademocrazia: un segno per far comprendere che chi offende la Premier offende ciascuno di noi. Gli italiani non rispondono attaccando o insultando: gli italiani rispondono sentendosi uniti, solidali, certi dei valori di bene e di pace che hanno caratterizzato la loro storia. #iostoconGiorgiaMeloni#iostoconlademocrazia