I commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria hanno compiuto una ispezione questa mattina nello stabilimento siderurgico Arcelor Mittal di Taranto. L’ispezione avviene all’indomani delle perquisizioni e sequestri fatti dalla guardia di finanza su delega della Procura alla ricerca di documentazione relativa al movimento di merci, ordini, e stato di manutenzione degli impianti.

“Riserve al minimo” che possono consentire alla fabbrica di andare avanti per “un raggio di azione molto ridotto”. È quanto hanno verificato i commissari straordinari dell’Ilva in amministrazione straordinaria che oggi hanno fatto una ispezione nello stabilimento A.Mittal di Taranto. I commissari, accompagnati da dirigenti e tecnici, hanno compiuto verifiche in particolare nell’area dei parchi minerali, dove vengono stoccati i materiali che servono ad alimentare l’attività della fabbrica.

A quanto si è appreso da fonti vicine alla gestione commissariale, la visita avrebbe sostanzialmente confermato quanto ipotizzato nell’esposto presentato da Ilva in As e che ha dato luogo all’avvio da parte della procura di Taranto di una inchiesta sulle ipotesi di reati di ‘Distruzione di mezzi di produzione‘ e di ‘Appropriazione indebita‘. Una prima richiesta di ispezione era stata negata nei giorni scorsi da Arcelor Mittal che oggi ha invece fatto accedere i commissari al sito. Dopo la visita i commissari hanno incontrato il procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo.

Pugno duro dal Premier Giuseppe Conte sulla vicenda: “Venerdì porterò la determinazione di un presidente del Consiglio di un Paese del G7 dove si viene e si rispettano le regole: non ci si può sedere e firmare un contratto e dopo qualche mese iniziare un’attività di dismissioni per andare via. Mi auguro che possa capire questa situazione e assumere un atteggiamento ben diverso da quello preannunciato nell’incontro precedente”, ha detto Conte a margine dell’assemblea dell’Anci ad Arezzo.

Domani in Consiglio dei ministri arriveranno “alcune proposte” per Taranto, “anche dal Mise ovviamente: ci sarà una serie di valutazioni su come accelerare gli interventi previsti all’esterno dello stabilimento” dell’ex Ilva “perchè bisogna dare risposte ai cittadini che da anni attendono anche ricadute positive sul territorio”. Ha dettto Stefano Patuanelli interpellato alla Camera. “C’è un miliardo circa del contratto istituzionale di sviluppo da fare ricadere sul territorio in tempi rapidi anche con una legge speciale”.