Anche se in questi giorni se ne fa un gran parlare, nessuno dei tre presidenti americani sottoposti alla procedura di rimozione è mai stato deposto con l’impeachment. Il primo a subirlo fu infatti nel 1868 Andrew Johnson, il quale fu messo in stato d’accusa per supposti abusi nell’esercizio dei suoi poteri, nell’ambito di un feroce conflitto con il Congresso sul comportamento da tenere con gli Stati del Sud dopo la guerra di secessione.  Al momento decisivo Johnson si salvò per un voto, ma il partito non lo ricandidò. Nel 1974, la Commissione Giudicante per la Camera dei Rappresentanti votò a favore dell’impeachment di Nixon (27 voti favorevoli e 11 contrari) con l’accusa di aver ostacolato il corso delle indagini sul caso Watergate. Ma l’allora presidente in carica evitò l’umiliazione della rimozione con le sue dimissioni. Sfuggito all’impeachment, in tempi più recenti, anche Bill Clinton. Il quale venne incriminato nel 1999 dalla Camera dei Rappresentanti per aver ostacolato la giustizia e aver mentito in diretta televisiva al Paese («Io non ho mai avuto rapporti sessuali con quella donna, la signorina Lewinsky») ma venne poi assolto dal Senato. Vediamo più nel dettaglio come è andata nei tre precedenti.

JOHNSON, IL SUDISTA CHE SI SALVÒ PER UN VOTO

Dopo l’assassinio di Abramo Lincoln, il nuovo presidente degli Stati Uniti divenne il vice democratico Andrew Johnson. Che decise di portare avanti il piano di riconciliazione nazionale con il Sud portato avanti dal suo predecessore. La forte inimicizia dei nordisti però gli costò caro.  Così che Johnson reagì deponendo l’allora segretario alla Guerra nordista Edwin McMasters Stanton. La decisione provocò l’avvio del processo di impeachment, ma Johnson fu infine assolto il 16 maggio 1868, perché venne a mancare un voto per raggiungere la maggioranza dei due terzi necessaria. Decisivo il senatore repubblicano Edmund G. Ross, che si espresse in opposizione alla linea del suo partito.

NIXON, DIMISSIONI PRIMA DELLA GHIGLIOTTINA

Si sfilò da una rimozione pressoché certa il presidente repubblicano Richard Nixon, travolto dal caso Watergate. Nel 1974, il Congresso fu infatti convocato per votare l’impeachment, ma il presidente si dimise prima che potesse essere destituito e messo in stato d’accusa, Dal momento che il vicepresidente Spiro Agnew a quel tempo si era già dimesso a causa di un altro scandalo, a prendere il posto di Nixon fu il secondo vice Gerald Ford. Che concesse poi a Nixon la grazia presidenziale, ponendo fine al rischio di procedimento giudiziario contro di lui.

LEWINSKY, CLINTON GRAZIATO DAL SENATO

Il 5 ottobre del 1998 Bill Clinton viene sottoposto a impeachment con le accuse di spergiuro e ostruzione di giustizia dopo aver pubblicamente negato la sua relazione con la stagista Monica Lewinsky, Bill Clinton. Ma il 12 febbraio dell’anno successivo, 45 senatori votarono per rimuovere Clinton per falsa testimonianza, e 50 per ostruzione alla giustizia. Sarebbero però serviti 67 voti, e così l’impeachment fallì.