Tempo fa su questo giornale scrissi che in assenza di idee, quando la politica parla, ricorre spesso ai cosiddetti giacimenti culturali da valorizzare. Fatto il riferimento di rito il discorso troppo spesso termina senza un’idea per l’enorme patrimonio culturale che l’Italia possiede. Tra le tante sfide per la Giunta del Sindaco Roberto Gualtieri c’è quella di determinare, con coraggio e responsabilità per l’alto compito, il significato e il valore da restituire, dopo tanti anni di ignobile indifferenza, finalmente a Roma la cifra culturale che le spetta. Questo gravoso impegno ricade direttamente sulle spalle dell’Assessore alla cultura.

Già senatore e professore di Storia moderna, di Miguel Gotor si dice brillino gli occhi quando si parla di Bellarmino, il cardinale presente in molti processi dell’Inquisizione da Giordano Bruno a Galilei. Dati i suoi crediti culturali siamo certi che la commozione del colto Assessore non sia dovuta al rimpianto della Controriforma quando si bruciavano coloro che non la pensavano come voleva il Santo Uffizio. Tornando ai cosiddetti giacimenti culturali va ricordato che buona parte di questa ricchezza non solo è trascurata ma talvolta è abbandonata al vandalismo e spesso è trasformata in discarica. Sicuramente anche all’Assessore è noto che nello specifico museale e archeologico, il giacimento più grande è depositato nei magazzini. La conversione di queste risorse in una opportunità veramente fruibile, offrirebbe nuova vita al sito o al museo, costituendo un importante volano per la diffusione di un patrimonio sconosciuto ai più. Di certo utile per l’assunzione di personale non solo specializzato, destinato all’ampliamento di sedi museali preesistenti o creandone di nuove riciclando edifici obsoleti o da rifunzionalizzare. Mai dimenticando che cultura, opere d’arte e il territorio con la sua antropologia rappresentano per Roma e l’Italia un asset fondamentale per il sostegno all’attività turistico alberghiera.

Già solo in questa ottica l’Assessorato alla Cultura dovrà interfacciarsi con le altre deleghe politiche e amministrative per sviluppare una logica sistemica tale da individuare per il medio e lungo periodo l’emergere di scenari più degni per Roma. Le potenzialità della Capitale se valorizzate aprirebbero un deciso varco nella grande questione riguardante il ruolo complessivo non solo della musealità, ma della gestione intelligente della risorsa Bellezza nei suoi molteplici aspetti. Individuando e valorizzando i grandi assi viari, non solo trasportistici, dalle bellissime prospettive dei palazzi storici che legano in un perfetto equilibrio storia, urbanistica, architettura e ambiente. Prospettive che al mondo rappresentano già nella loro integrazione il museo a cielo aperto che racconta Roma a chi la percorre. Con ciò gli interventi non più rinviabili riguardano il rifacimento delle strade, i luoghi di sosta, il decoro urbano, il verde, le facciate dei palazzi, la stessa illuminazione pubblica, le scritte dei negozi e altro ancora. E per il rumore? Sì, anche il rumore di fondo che la città è costretta a soffrire per il chiasso provocato da motori troppo spesso fuori norma deve trovare la sua soluzione.

Non è possibile pensare a Roma che la cultura venga confinata solo nelle silenziose biblioteche, nelle chiese, nei paludati musei e non anche nelle piazze, nelle strade, nei giardini, nelle ville (abbandonate). La cultura di una città è un complesso integrato di componenti sistemiche, che non possono essere esclusivamente destinate a soltanto precise funzioni ed eventi partecipati sempre e solo da quella stessa classe privilegiata che spesso ha poco a che fare con il popolo. La rinnovabile dimensione culturale della città deve passare ad un nuovo rapporto col territorio, alla promozione ed alla fruizione della conoscenza, reintegrando ove possibile le diverse realtà urbane che dal centro muovono verso la periferia, tutta essa da ripensare. Il ruolo della città e delle sue risorse deve essere comunque ripensato coinvolgendo anche profonde revisioni sulle principali funzioni urbanistiche riguardanti nuove destinazioni d’uso per le preesistenze architettoniche e ambientali (caserme, carceri, magazzini, vecchi impianti industriali, ripulendo le aree golenali del Tevere e dell’Aniene, ecc.), allontanando quanto più possibile il terziario burocratico/amministrativo dal centro storico per recuperare spazi e attribuzioni locali più utili alla fruizione del patrimonio artistico e culturale della città.

Molto per l’Assessore dipenderà anche dalla sua capacità di inventare il futuro, senza ricalcare il già fatto tanti anni fa con l’Estate romana dall’architetto Renato Nicolini, anche in chiave di un illuminato sincretismo, non dimenticando che il segreto di Roma, come sicuramente Miguel Gotor sa, dall’epoca della sua fondazione è stato quello della sua capacità di trasformazione, adattamento e reintegrazione, salvaguardando e reinterpretando sempre le tracce del passato secondo nuovi bisogni. In tal modo si innescherebbe un processo di trasformazione sistemica quale motore di sviluppo sostenibile a beneficio del sapere necessario per rilanciare Roma nel segno di una mai persa dignità a fronte della sua grande storia.

L’importante è che per la rinascita della città, nel segno di una cultura aperta e rinnovata, ci si allontani in via definitiva dalla trincea politica romana della propaganda e della retorica di parte, per aprirsi verso un dialogo rappresentativo di una volontà di ricongiungimento con tutte le realtà che culturalmente e antropologicamente rappresentano Roma. Nell’interpretare simbolicamente il grande colonnato del Bernini, occorre ricordare che la più significativa occasione sarà quella del Giubileo del 2025 in cui Roma, città tollerante ed aperta, dovrà saper offrire il simbolico abbraccio di accoglienza universalistica rivolto alle genti, ai credenti, ai laici, ai non credenti. I prossimi anni saranno utili e finalizzati alla cultura e al recupero della bellezza ma anche per prepararsi a questo importante evento. Buon lavoro a Roberto Gualtieri, Sindaco di tutti i romani e alla sua Giunta.