Conferenze, proiezioni, festival, dibattiti. Una fitta rete di eventi che poco hanno a che fare con la cultura e molto con la propaganda. È la “peste putiniana” che, secondo il dossier di Europa Radicale, sta attraversando l’Italia.

Tra la primavera 2024 e l’estate 2025 sono stati registrati 158 episodi di diffusione illegale di contenuti collegati a Russia Today e Sputnik, in violazione del Regolamento UE 2022/350, che vieta la promozione dei media controllati dal Cremlino nell’Unione Europea. L’84% degli eventi – 117 in tutto – si è svolto regolarmente. Solo 16 (11,5%) sono stati annullati e 6 (4,5%) riprogrammati dopo l’intervento dei cittadini o delle comunità ucraine. Ma, secondo Europa Radicale, i numeri reali sarebbero “almeno il doppio”, considerando iniziative non ufficialmente riconducibili a RT: oltre 250 episodi in un anno. Una guerra ibrida che non si combatte con i missili ma con microfoni, locandine e filmati, scrivono gli autori del rapporto.

Tra gli ultimi casi segnalati, tre incontri tenuti l’11 ottobre a Rovato (BS) e Pesaro, e il 13 ottobre a Quattro Castella (RE), con la proiezione del documentario “BIOLAB: la guerra biologica”. Un prodotto di disinformazione che rilancia teorie complottiste sulle attività biologiche dell’Occidente, con l’obiettivo di alimentare sfiducia e divisione nell’opinione pubblica europea. La diffusione di simili contenuti rappresenta, secondo il dossier, una violazione diretta delle misure restrittive europee e un tassello della guerra informativa condotta da Mosca contro l’UE. Il baricentro della propaganda russa in Italia è chiaro: Emilia-Romagna (27 eventi, 19%), Toscana (21, 15%), Lombardia (16, 11%), Veneto (15, 10%) e Friuli Venezia Giulia (13, 9%). Queste cinque regioni concentrano oltre due terzi degli episodi censiti (66%), rendendo il Nord Italia la principale area di diffusione della propaganda. Le città più coinvolte sono Torino e Cagliari (5 eventi ciascuna), seguite da Genova, Firenze e Varese (4). Una dozzina di altri centri – tra cui Roma, Bologna, Verona, Ravenna, Rimini, Pescara e Taranto – hanno ospitato almeno tre iniziative.

Il Friuli Venezia Giulia spicca per il caso di Gorizia, dove il Festival del Cinema Documentario – Il Tempo dei Nostri Eroi ha ospitato proiezioni marchiate RT Doc. In platea, secondo il dossier, era presente Ekaterina Yakovleva, dirigente del canale russo, e le telecamere di Russia Today hanno filmato l’evento. Non è mancato nemmeno un videomessaggio di militari russi con un ringraziamento ai “fratelli italiani”. Un episodio che segna un salto di qualità: non più solo parole, ma simboli e immagini in diretta dal fronte. Nel giugno 2025 Russia Today ha lanciato in Italia una campagna di mega-affissioni: almeno 13 cartelloni a Roma, 4 a Milano e 5 a Bologna. Slogan apparentemente neutri, in realtà parte di una strategia di visibilità coordinata da Mosca. “L’Italia – denuncia Europa Radicale – è l’unico Paese europeo dove questi materiali vengono ancora esposti impunemente”.

Europa Radicale chiede un intervento immediato del Ministero dell’Interno e dei Prefetti per far rispettare il divieto di propaganda di guerra, e invita i cittadini a segnalare nuovi casi di disinformazione filorussa. “Chiediamo– dichiarano Igor Boni e Silvja Manzi di Europa Radicale- al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di emanare con urgenza una circolare ai Prefetti che definisca le modalità operative per l’applicazione effettiva del Regolamento (UE) 2022/350, garantendo il divieto di trasmissione, proiezione e diffusione pubblica dei contenuti di Russia Today su tutto il territorio nazionale. Non si tratta di censura, ma di difesa democratica: la libertà di informazione non può essere strumentalizzata da uno Stato autoritario che conduce una guerra contro l’Europa. L’Italia deve proteggere i cittadini dalla propaganda ostile e rispettare gli impegni assunti in sede europea”.