In merito all’articolo pubblicato mercoledì 22 settembre dal titolo “Loggia Ungheria, Amara torna a parlare: l’avvocato tira ancora in ballo Tinebra e la ‘mediazione’ per salvare l’ex pm Musco”, riceviamo e pubblichiamo una lettera di smentita da parte dello stesso Maurizio Musco.

Musco smentisce infatti quanto riportato dal Corriere della Sera e citato da Il Riformista. In una lettera al direttore Piero Sansonetti l’ex pm spiega che “al sottoscritto non è mai stato, anche solo, contestato, da alcuna Procura della Repubblica Italiana, un reato con ‘l’aggravante di aver favorito la mafia’; il sottoscritto mai ha definito un procedimento penale con patteggiamento, né i propri difensori hanno mai formulato, o anche solo ipotizzato, una proposta di patteggiamento nell’ambito dei procedimenti che lo hanno riguardato; per quanto riguarda al sottoscritto, non corrisponde al vero che ” Tinebra, secondo Amara, si adoperò per ridimensionare le accuse e aprendo la strada al patteggiamento per un reato minore che poi si sarebbe impegnato a far prescrivere”, così come non corrisponde al vero – almeno alla stregua di quanto da me appreso nei recenti verbali dell’avv. Amara pubblicati da vari quotidiani – che costui abbia rilasciato siffatta dichiarazione; non corrisponde al vero che il sottoscritto sia stato rimosso dall’Ordine giudiziario a causa di un procedimento “dov’era contestata l’aggravante di aver favorito la mafia”. Il vero è che il sottoscritto è stato destituito in relazione all’illecito disciplinare di “violazione dell’obbligo di astensione” di cui all’art. 2, lett c) del D.Lg.s 109/2006. Con la precisione che nel capo di incolpazione dell’omessa astensione non mi veniva contestato né di aver favorito l’avv. Amara o i suoi assistiti né di aver danneggiato terze persone. Nella sentenza di destituzione, invero, si legge, a pag. 28, che “nell’udienza preliminare nella quale il dott. Musco doveva astenersi non si era verificato il compimento di atti di favore” nei confronti dell’imputato assistito dall’avv. Piero Amara“.

Redazione