Esteri
Le sinistre di governo non hanno lo sguardo affilato sul futuro dei propri Paesi
L’Argentina, ad esempio, ha dato sfogo a campagne antiebraiche che non hanno dato al Paese nessun vantaggio e hanno arrecato danni irreparabili alla coesistenza sociale
In questi ultimi giorni il mondo sembra sconvolto: da quasi una settimana in Iran ci sono manifestazioni contro il regime e gli USA hanno attaccato il Venezuela, facendo addirittura prigioniero il presidente Maduro e sua moglie. Possiamo dire, a questo punto, che il presidente Trump sta tirando fuori gli USA da un certo isolamento che non arrecava nessun vantaggio. Quello che sta avvenendo in Iran è abbastanza leggibile, non così per le vicende dell’America Latina, dove il Venezuela potrebbe essere solo il primo anello della catena. Cerchiamo, perciò, di capire qualche cosa di più, a cominciare dalle turbolenze che hanno sempre contraddistinto le vicende dell’America del Sud.
La storia ci ha insegnato che l’emisfero nord e l’emisfero sud non sono divisi solo dall’equatore, ma anche da una specie di sbarramento sociale che vede il secondo sempre in posizione perdente rispetto all’altro. Le Americhe ne sono l’emblema e mostrano in tutta la loro chiarezza la vera causa di queste “disparità”. L’America del Nord è stata colonizzata dai popoli dell’Europa settentrionale, specialmente inglesi, olandesi, irlandesi, mentre l’America del Sud fu “conquistata” da Spagna e Portogallo. Per introdurre il concetto che ci porterà a conclusioni credibili, ci si riferisce ad un libro di Roger Peyrefitte, intitolato “gli Ebrei”, che descrive le differenze tra ebrei immigrati in Israele, provenienti dall’Europa settentrionale ed orientale e quelli venuti dalla Spagna, dal Portogallo e dai paesi del Nord Africa; l’Autore porta l’esempio dei negozi di alimentari distinguendo quelli appartenenti ai primi da quelli degli altri. Nei primi tutto era in ordine, barattoli e scaffali con le etichette giuste, bilance pulite e funzionanti, orologi di precisione, insomma ogni cosa al suo posto, mentre nei secondi ogni posto conteneva una cosa non importava quale.
A questo sonno della ragione, però, non sono estranee le religioni; al nord prevalgono calvinisti, anglicani, luterani ebrei, mentre nei secondi la religione predominante è il cattolicesimo, che all’epoca delle conquiste coloniali ha fatto largo uso delle conversioni forzate, che hanno contribuito non poco alla scomparsa delle civiltà Azteca, Inca e Maya. Questo ha impoverito il subcontinente americano, rimasto secoli indietro a quello nord, che è diventato predominante, sia dal punto di vista militare che economico. Ricordiamo la guerra delle Falkland (Malvine, per gli argentini); le isole, territorialmente appartengono all’Argentina, mentre amministrativamente sono sotto il dominio inglese. L’Argentina voleva tornare in possesso dell’arcipelago e così si fece venire la strana idea di conquistarlo militarmente; all’Inghilterra bastarono pochi mesi per avere la meglio (dal 2 aprile al 14 giugno 1982), con poche navi bene armate, la faccenda fu chiusa. L’America del Sud ha avuto sempre governi instabili e deboli, guidati da dittatori molto spesso spietati e poco lungimiranti, che hanno trascinato i rispettivi paesi nel caos e in rivoluzioni interminabili.
Negli ultimi anni sono andati al potere esponenti cosiddetti di sinistra che, nella maggior parte dei casi hanno dimostrato di avere lo sguardo molto poco affilato sul futuro dei propri paesi ed anzi hanno preferito lanciarsi in questioni interne, come l’Argentina, ad esempio, che ha dato sfogo a campagne antiebraiche che non solo non hanno recato al paese nessun vantaggio, ma hanno arrecato danni irreparabili alla stessa coesistenza sociale. Questo modo di fare politica si è accentuata nel decennio di Francesco, Papa argentino, mentre ora è tornato di attualità e in Europa ne abbiamo esempi a non finire, dove anche l’episodio più banale scatena risse da bar. Prendiamo un giornale qualsiasi del 3 gennaio; vi troviamo la rivolta in Iran, i prodromi dell’attacco al Venezuela, la discesa nel gradimento mediatico della dottoressa Albanese e un saluto di “malvenuto”, fatto dal segretario provinciale di AVS, tal Jacopo Madau, rivolto al calciatore israeliano Manor Solomon, neo acquisto della Fiorentina.
Non sapendo quale altra amenità tirare fuori, il sullodato si è riferito alla nazionalità del malcapitato. Il fatto è accaduto nelle scorse ore e in presenza della guerra di Gaza è stato connotato come un gesto antisionista; bisogna ricordare, invece, che trentacinque anni fa ad Udine successe la stessa cosa al giocatore Ronny Rosenthal, cui non fu permesso di giocare neanche una partita intera; ricordiamo infine l’ultima partita giocata proprio ad Udine dalla nazionale israeliana: niente di nuovo sotto il sole e la sinistra sta veramente esagerando, poiché dimostra di non avere altri argomenti e questo è un male per tutti.
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