Il produttore cinematografico Harvey Weinstein è stato incriminato dalla procura di Los Angeles con l’accusa di stupro. I fatti si riferiscono al 2013, quando il noto produttore avrebbe violentato due donne in due giorni. La procuratrice losangelina Jackie Lacey ha rivolto “un elogio alle vittime che coraggiosamente sono venute allo scoperto e hanno raccontato quel che è accaduto. Spero – ha proseguito il procuratore – che tutte le vittime di violenza sessuale trovino forza e conforto dalla denuncia. L’ex boss di Miramax dovrà pagare una cauzione di cinque milioni di dollari perché considerato a rischio di fuga.

LE DUE VIOLENZE – La prima accusa riguarda l’incontro tra Weinstein e una donna ad un festival di Hollywood, proseguito la sera stessa quando il produttore si presentò a sorpresa nell’hotel dove lei alloggiava e dove l’avrebbe violentata. Il giorno seguente Weinstein, secondo l’accusa, avrebbe abusato di una seconda donna, con cui aveva avuto una cena di lavoro. Il produttore l’avrebbe infatti invitata nella sua stanza d’albergo, in compagnia di una seconda donna, l’avrebbe bloccata nel bagno e in quella stanza l’avrebbe afferrata per il seno mentre si masturbava. Se riconosciuto colpevole, Weinstein rischia fino a 28 anni di prigione.

LA VITTIMA ITALIANA – L’identità delle due donne non è nota, ma stando ai documenti processuali la prima sarebbe una modella e attrice italiana. A scriverlo è il ‘Los Angeles Times’, quotidiano a cui nel 2017 l’attrice italiana aveva confidato le violenze subite da parte dell’ex produttore nel febbraio 2013. Sempre il giornale americano riporta che la vittima italiana di Weinstein “è apparsa sulla copertina di Vogue e ha recitato in diversi film italiani”.

IL PROCESSO A NEW YORK – Una delle due vittime testimonierà anche al processo iniziato ieri a New York in cui Weinstein, ex boss della Miramax, accusato di stupro da altre due donne, rischia come pena massima l’ergastolo.