Nel cuore del centro storico di Napoli, a un passo dai Quartieri Spagnoli c’è “Lo Sfizzicariello”, piccola gastronomia sociale gestita da un gruppo di famiglie di persone affette da disagio psichico. Dietro il bancone, in cucina e a fare le consegne ci sono proprio loro, “i pazzi”, quelli che la società ha relegato ai margini, costretti a non fare nulla perché considerati inabili al lavoro, reclusi in casa, lontano dagli occhi dei “normali”.

Sono loro i protagonisti de “Lo Sfizzicariello”, documentario di Rossella Grasso che ha vinto la menzione speciale del Napoli Film Festival 2019. Un lavoro svolto a stretto contatto con i ragazzi della Cooperativa ‘Arte Musica e Caffè’ che ha dato vita al progetto della gastronomia sociale e che hanno deciso di raccontare il loro lavoro e di raccontarsi in video per abbattere un poco alla volta il muro del pregiudizio che ancora troppo spesso li relega ai margini.

Gli ‘sfizzicarielli’ raccontano quanto il lavoro e le relazioni umane gli abbiano cambiato la vita. Una storia di riscatto che, attraverso le voci dei protagonisti, racconta cos’è il disagio mentale, cosa significa per le persone che ne sono affette, le ricadute sulle loro famiglie e sull’intera società. Un argomento che si conosce poco e che per questo genera pregiudizio, spesso anche timore, e che le istituzioni tendono a porre agli ultimi posti della lista degli argomenti di cui occuparsi. Lo Sfizzicariello, realtà sociale e imprenditoriale che si autofinanzia senza alcun aiuto economico dal pubblico, rompe gli schemi raccontando una inaspettata storia di quotidianità e “normalità”.

Ci sono Francesco, Luigi e Nanni che iniziano la giornata facendo la spesa nel colorato mercato della Pignasecca, ci sono gli scherzi e le risate di Simone e Davide, le chiacchiere in spensieratezza tra Enrico e Marco e la condivisione di temi importanti durante gli incontri del “Social Gym”, dove ognuno è spinto a dire la sua su argomenti di attualità, a parlare di se e aprirsi con gli altri. Partecipano attivamente al dibattito anche i più riservati e timidi. Ci sono gli incontri periodici con lo psichiatra che parla con i ragazzi e i loro genitori perché allo Sfizzicariello insieme si può superare e capire tutto, basta essere uniti.

Tra le quattro mura di Corso Vittorio Emanuele non ci sono capi, “normali” e “diversi”, vincitori o vinti. C’è solo tanta voglia di vivere e tanto amore da dare e ricevere. Amore che è amicizia in gesti grandi e piccoli e anche rapporto di coppia come quello tra Davide e Sabrina, i due teneri fidanzati dello “Sfizzicariello”. Si aiutano a vicenda nel portare a termine tutti i loro compiti. Il loro modo lento e accurato di pulire insieme i totani è la metafora universale dell’amore: lui che le tende il totano e lei che lo taglia mentre scherzano e si scambiano sguardi che esprimono più di mille parole. Che cos’è l’amore se non sostenersi a vicenda?

Tutto il racconto punta a smascherare un altro pregiudizio, quello che chi soffre di disagio psichico non abbia sentimenti. Invece, nel piccolo negozio, le emozioni si toccano con mano. E si scorge anche la possibilità di un futuro, di una vita vera, anche per chi altrimenti avrebbe potuto vivere solo al buio e in solitudine.

Allo Sfizzicariello si mette in pratica una metodologia del fare nella società. E i risultati ottenuti in 10 anni di attività si vedono nel fitto viavai di clienti che non perdono l’occasione di scherzare con gli “Sfizzicarielli” e mangiare uno dei succulenti piatti preparati da loro. C’è chi 10 anni fa non avrebbe nemmeno mai preso un autobus da solo e invece oggi si muove e vive in grande autonomia. Chi era costretto a fissare un muro da solo in una stanza adesso ride e scherza con tutti. Chi portava dentro rabbia, riversandola sugli altri con violenza, adesso regala un sorriso e una carezza a tutti.

Tutti i soci sentono forte la necessità di contribuire a creare una società migliore, a partire dalle mura della propria gastronomia, espandendosi a tutta la città, promuovendo iniziative sociali come “La polpetta sospesa” e petizioni per il miglioramento del benessere di tutti i cittadini. Lo Sfizzicariello è una gastronomia sociale che porta avanti con i fatti un grande messaggio: se si punta sulla tolleranza, sul lavoro e sulla dignità delle persone il mondo può cambiare.