Mario Draghi presidente della Repubblica e un esponente di Forza Italia nuovo premier. E’ quanto rivela La7 nel corso della maratona di Enrico Mentana sulle elezioni per la successione al Colle. Stando a quanto raccontato dal giornalista Paolo Celata, presente all’esterno di Montecitorio, il colloquio tra l’attuale presidente del Consiglio e Antonio Tajani, vicepresidente del partito di Silvio Berlusconi, sarebbe andato in modo completamente diverso da quanto emerso in via ufficiale.

Forza Italia, infatti, non avrebbe chiesto, nel corso del “colloquio cordiale”, a Mario Draghi di restare al suo posto, ovvero palazzo Chigi. Tutt’altro. Il partito azzurro avrebbe invece fornito appoggio all’ex presidente della Banca Centrale Europea per la corsa al Quirinale in cambio di un loro esponente nel ruolo di prossimo premier. Indiscrezioni al momento non confermate ma che alimentano le voci e i rumors sulle trattative entrate nel vivo nelle ultime ore.

In giornata lo stesso Draghi ha chiamato Berlusconi per augurargli pronta guarigione. La notizia è stata resa nota dallo staff del Cavaliere ed è difficile credere che effettivamente “non sia stato affrontato alcun tema politico” come si legge nel comunicato.

Dopo quattro fumate nere, domani, venerdì 28 gennaio, potrebbe rivelarsi la giornata decisiva. La voce che insiste negli ultimi minuti è quella di Matteo Salvini al lavoro per la candidatura dell’ex ministro degli Esteri Franco Frattini. Il nome potrebbe essere espresso nelle prossime ore agli alleati. Frattini sarebbe stato proposto a Conte nell’incontro di alcuni giorni fa. Freddi Forza Italia e il fronte giallorosso. Duro il Pd, con il segretario Enrico Letta furioso. “Basta provocazioni, il nostro è un partito serio che non si presta a improvvisazioni raffazzonate, tanto più dopo giornate di giravolte e mancanza di chiarezza”. E’ quanto fanno sapere fonti del Nazareno. Le stesse fonti descrivono Enrico Letta “profondamente irritato” e aggiungono: “Cerchiamo, tutti, di adempiere al compito di Grandi Elettori e di dimostrare di fronte alla Nazione di esserne degni. Il Paese ci guarda, l’Europa e il mondo si chiedono cosa stia succedendo, dobbiamo essere all’altezza della gravità e della complessità del momento storico che viviamo”.

Anche il Movimento 5 Stelle contrario. Dura la presa di posizione di Laura Castelli, viceministro del Movimento 5 Stelle al ministero dell’Economia e delle Finanze e molto vicina a Luigi Di Maio: “Usare il presidente del Consiglio di Stato Franco Frattini, una carica istituzionale così autorevole, per spaccare la maggioranza di governo è un segno evidente che non c’è la volontà di trovare una soluzione per il Quirinale. Non possiamo spaccare la coalizione con il centrosinistra, salterebbe anche il governo”.

Intanto il presidente della Camera Roberto Fico ha convocato alle 10.15 la conferenza congiunta dei capigruppo che si svolgerà in Sala della Regina. Sul tavolo la discussione sulla possibilità di una doppia votazione. Per ora l’unica è in programma alle 11.

 

Redazione