Salute
Longevità sfida del futuro: il Mater Olbia Hospital e la scienza del vivere bene e a lungo
A Olbia, il Mater è in prima linea: check up per longevità e prevenzione a servizio della cittadinanza e del turismo
La Sardegna è una delle cinque Blue Zone del pianeta, uno di quei territori straordinari dove vivere fino a cent’anni non è un’eccezione, ma quasi una consuetudine. Insieme alla penisola di Nicoya in Costa Rica, all’isola di Ikaria in Grecia, alla comunità avventista di Loma Linda in California e all’isola di Okinawa in Giappone, la Sardegna detiene da decenni il primato mondiale di concentrazione di centenari.
Ed è proprio in questo luogo che parte la riflessione scientifica del Mater Olbia Hospital (MOH), il polo di eccellenza sanitaria della Sardegna settentrionale guidato dal Dr. Giovanni Paolo D’Incecco Bayard de Volo, nato dalla partnership tra Qatar Foundation Endowment (QFE) e la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, che ha fatto dei programmi di check-up dedicati alla prevenzione avanzata uno dei propri fiori all’occhiello.
“La longevità è la sfida del futuro e si gioca soprattutto tra i 40 e i 60 anni, attraverso la prevenzione,” spiega il Prof. Francesco Landi, direttore del Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento del Policlinico Gemelli e tra i maggiori esperti europei del settore. “Le evidenze scientifiche dimostrano che proprio in questa fase della vita iniziano i primi segnali di declino fisico e cognitivo. Al contrario, chi mantiene uno stile di vita sano, con attività fisica regolare e corretta alimentazione, può arrivare a 80 anni con performance paragonabili a quelle di una persona di 50.”
Secondo il Prof. Landi, investire oggi sulla longevità significa migliorare la qualità della vita delle persone e, al tempo stesso, contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario. “Se tutti mantengono una migliore riserva funzionale, si possono risparmiare risorse preziose e preservare più a lungo autonomia e benessere.”
Check-up personalizzati per misurare l’età biologica
I percorsi sviluppati dal MOH si ispirano ai “Life’s Essential 8”, gli otto fattori fondamentali per una vita lunga e in salute dell’American Heart Association. Due le formule disponibili: il check-up Longevity Base e il check-up Longevity Top, costruiti attraverso un approccio multidisciplinare che integra visite specialistiche, esami strumentali e analisi di laboratorio.
A coordinare il programma è la Dott.ssa Giordana Gava, geriatra, responsabile del percorso longevità del MOH: “La genetica incide per circa il 30% sul processo di invecchiamento, mentre il restante 70% dipende da fattori ambientali e stili di vita. Per questo effettuiamo una valutazione approfondita e personalizzata della persona, analizzando alimentazione, idratazione, attività fisica, qualità del sonno, consumo di alcol e abitudine al fumo”.
Il percorso – al termine del quale il paziente riceve un report dettagliato e personalizzato con indicazioni mirate per migliorare il proprio stato di salute – comprende inoltre una valutazione cardiologica con elettrocardiogramma ed ecocardiogramma, la visita fisiatrica e l’ecocolordoppler dei vasi epiaortici, la valutazione della composizione corporea tramite DEXA, test di performance fisica per misurare forza e potenza muscolare, nonché un ampio pannello di esami ematochimici che consente di calcolare il cosiddetto PhenoAge, indicatore che mette a confronto l’età fenotipica con quella cronologica, offrendo una fotografia precisa dello stato di salute e del potenziale di invecchiamento.
La prevenzione passa anche dalla riabilitazione
Uno degli elementi distintivi del progetto è l’integrazione della Medicina Fisica e Riabilitativa in chiave preventiva – non soltanto con l’obiettivo di individuare precocemente eventuali criticità, ma di intervenire per aumentare la cosiddetta “riserva funzionale”, ossia la capacità dell’organismo di mantenersi efficiente nel tempo.
“Esistono parametri clinici ben definiti che ci permettono di valutare il rischio di perdita funzionale, come equilibrio, stabilità e mobilità articolare,” sottolinea il Dott. Dario Lucchetti, responsabile della Riabilitazione e Neuroriabilitazione del Mater Olbia Hospital. “La rigidità della colonna vertebrale e delle anche rappresenta spesso uno dei primi segnali che compaiono già dopo i 50 anni e su cui è possibile intervenire in modo efficace”.
Verso una longevità sempre più democratica, anche fuori dall’ospedale
Accanto al percorso clinico interno all’ospedale, il MOH mira anche a portare la prevenzione direttamente nelle piazze e negli spazi pubblici con la “Longevity Run”, iniziativa di screening gratuiti e attività di sensibilizzazione nata nel 2015 al Policlinico Gemelli, che integra salute e sport.
È la concretizzazione di una visione che punta a rendere la longevità accessibile a tutti: “Vogliamo arrivare a una longevità democratica,” conclude il Prof. Landi. “La vita è un dono della natura, ma la longevità si conquista passo dopo passo.”
La longevità, insomma, è una scelta quotidiana. E la Sardegna, grazie al Mater Olbia Hospital, offre oggi gli strumenti scientifici per farla nel modo giusto.
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