Dopo l’annuncio di un azione legale, l’Unione europea “non ha rinnovato il contratto dopo giugno” con AstraZeneca. E’ quanto dichiara il commissario Ue Thierry Breton, parlando ai microfoni di France Inter. Dopo quella scadenza “non abbiamo rinnovato l’ordine, vedremo cosa succederà”, ha detto Breton. Ieri la Commissione ha annunciato che l’Unione Europea acquisterà fino a 1,8 miliardi di dosi in più del vaccino da Pfizer/BioNTech.

E’ rottura dunque tra i Paesi Ue e l’azienda anglo-svedese accusata di ritardi nella consegna delle dosi. Ritardi che hanno rallentato la campagna vaccinale tanto da spingere, lo scorso 26 aprile, il portavoce della Commissione Ue Stefan De Keersmaecker a minacciare azioni legale contro AstraZeneca. L’iniziativa, aveva spiegato De Keersmaecker, è stata avviata “per la violazione dell’accordo di acquisto anticipato sulla fornitura del vaccino” dalla Commissione “a suo nome e a nome dei 27 Stati membri che sono allineati pienamente nel supporto a questo procedimento”.

La ragione, secondo Bruxelles, “è che alcuni termini del contratto non sono stati rispettati e la società non è non è stata in grado di elaborare una strategia affidabile per garantire una consegna delle dosi” nei tempi previsti. L’azienda anglo-svedese ha annunciato battaglia: AstraZeneca “ha rispettato pienamente l’accordo di acquisto anticipato con la Commissione europea e si difenderà fermamente in tribunale”, ha riferito in una nota precisando che sono in arrivo nei Paesi europei quasi 50 milioni di dosi entro la fine di aprile “in linea con le nostre previsioni”. Il contratto con l’Ue prevedeva la fornitura di 300 milioni di dosi, con un’opzione per altri 100 milioni.

Tuttavia, nel primo trimestre del 2021 ne sono state distribuite solo 30 milioni e nel secondo trimestre ne sono attese 70 milioni invece dei 180 promessi.

Redazione