Il Lazio nuova meta per quello che si può a tutti gli effetti definire “turismo vaccinale”. Non inteso come destinazione per vaccinati, bensì per vaccinandi. Circa 50mila, che nell’ultimo mese hanno chiesto il domicilio e un medico di base nella regione per approfittare della campagna di inoculazione che intanto procede spedita e con pochi intoppi.

Poco più di un milione e mezzo di somministrazioni fino a ieri, circa il 15% di quelle fatte a livello nazionale: dati che fungono da calamita per gli abitanti delle altre regioni, Lombardia in testa, e sanno di contrappasso rispetto a quando erano i romani a chiedere di farsi operare negli ospedali del Nord.

A varcare i confini del Lazio sono per la maggior parte sono residenti in Lombardia, Piemonte, Liguria o Campania. E tra i cinquantamila anche ministeriali che lavorano a Roma, anziani che durante la pandemia si sono trasferiti dai figli, imprenditori, star dello spettacolo, politici e calciatori.

“La notizia dei 50 mila frontalieri del vaccino è un riconoscimento per la qualità del nostro lavoro, mentre in altre parti hanno faticato anche ad aprire le prenotazioni”, dichiara l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato.

“Come fatto in passato con chi veniva a curarsi nei nostri ospedali per il Covid – aggiunge – noi accoglieremo tutti, però non vorrei casi di emulazione, di altri viaggi della speranza, perché le dosi dei vaccini sono poche e vengono distribuite in base alla popolazione di un singolo territorio. E io, al momento, non ce l’ho per quelli del Lazio”. Tema che è stato anche al centro della conferenza Stato-Regioni, con il governo che ha promesso di restituire le dosi iniettate a chi non è residente, ma solo domiciliato.

Non si tratta di abusi o di tentativi di saltare la fila: gli appuntamenti vengono comunque fissati in base ai criteri anagrafici che regolano il piano nazionale, e lo scorso marzo il commissario Francesco Paolo Figliuolo ha firmato un’ordinanza che prevedeva che “ciascuna regione o provincia autonoma deve procedere alla vaccinazione anche delle persone domiciliate nel territorio regionale per motivi di lavoro, assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa”.

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Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.