Avvistato in mare, davanti a Borgo Prino, Imperia, il cadavere di una donna. Si tratta del sesto corpo ritrovato sulle spiagge del ponente ligure dopo l’ondata di maltempo che ha devastato la val Roya lo scorso fine settimana. Gli altri cadaveri erano tutti uomini ed erano stati ritrovati a Sanremo, nel fiume Roya a Ventimiglia e a Santo Stefano al Mare. Non risultano al momento dispersi in Liguria, quindi i morti dovrebbero essere dispersi segnalati in Francia. Il governatore ligure Giovanni Toti ha chiesto al governo di approvare, nel Consiglio dei ministri di stasera, lo stato di calamità naturale. I vigili del fuoco fanno sapere che sono stati oltre 4.700 gli interventi tra Piemonte, Lombardia e Liguria.

Si fa la conta dei danni, nel nord funestato dal maltempo nel fine settimana. Ponti sono crollati, comuni sono rimasti isolati. In poche ore sabato è caduta la pioggia di sei mesi, talmente tanta da battere un record che resisteva addirittura dal 1958. Eccezionale l’ondata di maltempo che si è abbattuta sul Piemonte. Cuneese, Biellese e Verbano, in Piemonte, e il ponente ligure le zone più colpite, ma anche il resto della Liguria e la Valle d’Aosta non sono state da meno, tra fiumi esondati, sfollati, frane, allagamenti e colate di fango ovunque per le strade.

PIEMONTE – 108 i comuni piemontesi che hanno subito danni dall’alluvione dei giorni scorsi, secondo la Protezione Civile. Ancora numerose le utenze senza corrente elettrica. “È finito il tempo di mettere toppe e tamponi, è arrivata l’ora di interventi strutturali che risolvano le situazioni una volta per tutte”. Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, in valle Tanaro (nel Cuneese) per visitare i paesi colpiti dall’alluvione dei giorni scorsi. “Martedì – ha detto il governatore – porterò al ministro Lamorgese, al Viminale, una prima stima complessiva dei danni in Piemonte e, soprattutto, parlerò della necessità di una regia istituzionale che risolva i problemi”. Riaperta al traffico intanto l’autostrada Torino-Aosta, chiusa ieri, tra Quincinetto e Scarmagno, a causa del maltempo e a seguito dell’esondazione della Dora Baltea.

EMILIA ROMAGNA – Ancora allerta meteo nella Regione. Arpa e Protezione Civile hanno diramato una nuova allerta arancione per rischio idrogeologico nella pianura e nella bassa collina delle province di Parma e Piacenza e per vento sull’Appennino emiliano. L’allerta è valida per tutta la giornata di oggi. Allerta per il passaggio della piena del Po nel piacentino. Attesi in mattinata temporali sul settore orientale e forti raffiche sui rilievi.

LE VITTIME – Valdostana la prima vittima del maltempo: Rinaldo Challancin, 53 anni, vigile del fuoco volontario di Arnad. È morto sotto una pianta che gli è crollata addosso durante un intervento di soccorso nella notte tra venerdì e sabato. La seconda vittima nel vercellese: Samuel Pregnolato, automobilista di 36 anni di Quarona. Era in auto con il fratello ventenne che è riuscisto a salvarsi. La Sesia ha inghiottito la provinciale 105 e con l’asfalto si è portata via anche la sua auto. Ritrovato anche il malgaro, caduto con la sua auto in un torrente nel Cuneese. Francese di origini italiane, il suo corpo è stato recuperato nel fiume Roya.

I DANNI – Ci vorranno settimane per la stima dei danni causati dal maltempo che ha piegato il Nord. Almeno 30 milioni di euro secondo il governatore ligure Toti. Sicuramente molti di più in Piemonte, dove i fiumi in piena hanno travolto Limone, Garessio e Ormea, nel cuneese, e la Valle Cervo nel biellese. Sott’acqua anche il vercellese e parte del novarese.