Con sei stipendi arretrati (14esima compresa) continuano a pulire le scuole di Napoli e provincia. Sono i dipendenti della Manital Idea, l’azienda nazionale per la quale lavorano da tempo i Lavoratori Socialmente Utili in attesa di essere regolarizzati da quasi 20 anni. Nei giorni scorsi sono stati diversi i presidi all’esterno degli istituti scolastici per far sentire la loro voce. Stanchi di essere trattati come “animali” nella speranza di essere assorbiti nel personale Ata il prossimo mese di gennaio.

“Non riesco a pagare l’affitto di casa e tra poche settimane verrò sbattuto fuori insieme a mia moglie e ai miei figli” commenta un uomo in presidio insieme a una quindicina di colleghi fuori a un istituto primario di Pianura, quartiere alla periferia occidentale di Napoli.

“Esiste un tempo per stare calmi, zitti, per sopportare. Ma esiste anche un tempo per reagire, cambiare e dire ‘ora basta’! Sono sei mesi che non percepiamo lo stipendio: Manital Idea oltre che il lavoro vi siete presi anche la nostra dignità” recita uno striscione esposto dagli addetti alle pulizie delle scuole napoletane.

 

 

Dall’azienda, al momento, non arrivano risposte rassicuranti e l’unica soluzione è quella di entrare tra i quasi 12mila che dovrebbero essere assunti in tutta Italia dal prossimo gennaio. “Ne siamo 16mila e la speranze è l’ultima a morire” commenta una mamma.

“Come facciamo a vivere così, ho una famiglia da portare avanti. Cosa porto le chiacchiere a casa mia, dove non riesco a portare neanche un pezzo di casa” spiega un uomo di circa 50 anni. “Mi stanno ammazzando. Non riesco più a pagare l’affitto, mi hanno staccato la luce e vivo al buio con la mia famiglia, potete controllare se volete” aggiunge.

“Stiamo arrivando all’esasperazione” commenta un altro operatore. “E’ una situazione drammatica, vergognosa, non abbiamo mai assistito a questo in 20 anni che stiamo nelle scuole. Ci stanno trattando peggio degli animali” conclude. Una donna aggiunge: “I sindacati non ci danno risposte e a dicembre finisce anche il contratto e non sappiamo che fine faremo a gennaio”.