Condannata a 3 anni ma ineleggibilità già scontata
Marine Le Pen spiazza Bardella e scende in campo: “Questa sera sono candidata alle elezioni presidenziali”
Quando manca meno di un anno al primo turno delle elezioni presidenziali francesi, la giustizia parigina ha decretato che, per l’affare degli assistenti parlamentari, Marine Le Pen è colpevole e le è stata comminata una pena di tre anni (due condonati e il terzo da scontare con il braccialetto elettronico).
Ma ciò su cui gli occhi della Francia erano puntati era la pena accessoria: l’incandidabilità per le prossime elezioni presidenziali. Sul punto, i giudici hanno graziato la leader del Rassemblement national, che potrà candidarsi se lo vorrà. Il condizionale è d’obbligo, proprio in quanto la stessa Marine Le Pen aveva apertamente dichiarato che, anche nel caso in cui le fosse stato applicato il braccialetto, avrebbe rinunciato alla candidatura. Ora toccherà ai vertici del partito, alla stessa Le Pen e a Bardella, sciogliere il dubbio e chiarire chi sarà tra i due il candidato alla Presidenza.
I sondaggi, del resto, sembrano gradire molto l’ipotesi Bardella all’Eliseo, e non più come inquilino dell’Hôtel de Matignon in qualità di Primo Ministro e delfino della leader indiscussa. Negli ultimi anni la stella di Bardella splende di luce propria e può essere la carta definitiva per scongiurare la solita trappola anti-lepenista.
Il vertice del partito previsto in serata dovrebbe chiarire le prossime mosse anche se proprio Marine Le Pen, al tg serale, ha annunciato ai francesi la discesa in campo: “Questa sera sono candidata alle elezioni presidenziali, sono innocente e ricorrerò in Cassazione“. Gli avversari erano i primi a essere sintonizzati per capire che campagna elettorale sarà quella del 2027, e se le vecchie armi saranno neutralizzate dalla novità rappresentata da Bardella, che porta dalla sua non solo la gioventù anagrafica (classe 1995), ma anche il suo essere privo di quel peccato originale che la politica francese ha imputato alla dinastia fondata da Jean-Marie Le Pen, e che a Bardella non potrà mai essere rinfacciato.
Gli avversari, ovviamente, hanno già apertamente bocciato una possibile candidatura della Le Pen, e il dibattito infiamma una sinistra che ha sperato che quella sentenza potesse, in un certo qual modo, azzoppare il RN e la stessa Le Pen. Peccato che la destra francese avesse già pronta una riserva d’eccezione, che forse solo Emmanuel Macron non ha mai sottovalutato. Macron però non sarà della partita — almeno come candidato — e per la prima volta non sembrano apparire all’orizzonte candidati unitari in grado di richiamare al voto per la République e in difesa di quei valori che di certo non può incarnare la sinistra radicale, dalle simpatie islamiste e pro-pal, come quella di Jean-Luc Mélenchon.
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