Sono andate in onda ieri sera su Sky la terza e la quarta puntata de “I Diavoli”, una serie tutta italiana, già divenuta un cult internazionale, con più di un milione di telespettatori e utenti nella prima settimana e venduta in oltre 120 paesi. Tratta dall’omonimo romanzo best seller di Guido Maria Brera, la serie de “I Diavoli”, è stata fortemente voluta da tutto il team della Lux Vide, la casa di produzione creata da Ettore Bernabei, oggi guidata da due dei suoi figli: Matilde e Luca, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato.

Prodotta da Lux Vide e Sky “è la prima produzione originata da Sky Italia, ad aver ottenuto il finanziamento da Sky Studios e distribuita da NBCUniversal Global studios”, sottolinea Nils Hartmann, Pesidente di Sky Italia e convinto sostenitore del progetto insieme all’ex Direttore dei programmi Andrea Scrosati. Una scommessa difficile e non scontata: illuminare e narrare i retroscena della finanaza mondiale, ovvero le dinamiche e le assenze della politica che hanno determinato lo strapotere dei mercati, complice la globalizzazione.

Nello scenario di una Londra completamente ricostruita negli studios della Lux, al centro del racconto c’è il rapporto complesso e spesso ambivalente tra i due protagonisti: l’italiano Massimo Ruggero (interpretato da Alessandro Borghi), un geniale Head of Trading, modello di self-made man partito dal nulla e approdato con una carriera velocissima, ai vertici di una delle più importanti banche di investimento del mondo, la New York – London Investment Bank (NYL) e Dominic Morgan (interpretato da Patrick Dempsey), americano, uomo chiave della finanza mondiale e potentissimo CEO della banca.

Nick Hurran e Jan Michelini, i registi che si sono alternati nella direzione dei 10 episodi della serie, perché, precisa Matilde Bernabei, “obiettivo e filosofia della Lux Vide è far crescere e valorizzare, professinalità italiane anche e soprattutto nelle serie internazionali, ”, come italiani sono gli sceneggiatori, Alessandro Sermoneta, Mario Ruggeri ed Elena Bucaccio.

Anche le locations della serie costituiscono un unicum: ambientata a Londra, in realtà gli interni della Banca sono stati interamente e eccezionalmente girati nel Roma Convention Center, più noto come la nuvola di Fuksas, esempio di architettura moderna e vicina all’atmosfera londinese degli uffici della NYL Bank. Insomma un piccolo gioiello tutto italiano, inclusi gli effetti speciali e il montaggio, capace di regalare qualche ora di vero piacere cinematografico, con una ricostruzione e un racconto storico economico, la crisi della Grecia del 2011 e la fine della Libia di Gheddafi, oggi incredibilmente attuale.

Giovanna Corsetti