Solenne cerimonia in memoria delle vittime del covid-19 a Bergamo. La provincia della Lombardia, a sua volta la regione più colpita, è stata definita la Wuhan italiana. Il coronavirus ha colpito con particolare virulenza causando circa seimila morti. Il 18 marzo le immagini dei mezzi militari che trasportavano fuori dalla provincia le salme di 65 vittime hanno fatto il giro del mondo. Non c’era più spazio al cimitero monumentale di Bergamo. È proprio lì che si sta tenendo la cerimonia alla quale ha preso parte il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Accolto dal presidente della Regione Attilio Fontana e dal sindaco Giorgio Gori, Mattarella ha tenuto il suo discorso prima della lettura dell’Addio ai monti dai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni e della Messa da Requiem di Gaetano Donizetti. Il presidente ha deposto una corona sulla lapide in onore alle vittime. “Qui a Bergamo, questa sera, c’è l’Italia che ha sofferto, che è stata ferita, che ha pianto. E che, volendo riprendere appieno i ritmi della vita, sa di non poter  dimenticare quanto è avvenuto. La mia partecipazione vuole  testimoniare la vicinanza della Repubblica ai cittadini di questa terra così duramente colpita”, ha detto il Presidente della Repubblica.

Bergamo, oggi, rappresenta l’intera Italia, il cuore della  Repubblica, che si inchina – ha proseguito il Capo dello Stato – davanti alle migliaia di donne e uomini uccisi da una malattia, ancora in larga parte sconosciuta e che continua a minacciare il mondo, dopo averlo costretto, improvvisamente, a fermarsi o, comunque, a rallentare le sue attività”. “Oggi – ha continuato Mattarella –  ci ritroviamo qui per ricordare. Per fare memoria dei tanti che non ci sono più. Del lutto che ha toccato tante famiglie, lasciando nelle nostre comunità un vuoto che niente potrà colmare. Il destino di tante persone e delle loro famiglie è cambiato all’improvviso. Vite e affetti strappati, spesso senza un ultimo abbraccio, senza l’ultimo saluto, senza poter stringere la mano di un familiare”.

“Far memoria significa ricordare i nostri morti e assumere piena consapevolezza di quello che è accaduto. Ricordare significa anche riflettere seriamente, con precisione, su cosa non ha funzionato, sugli errori da non ripetere. Significa anche rammentare il valore di ciò che di positivo è avvenuto. Nei giorni più difficili i sindaci hanno operato con la più grande abnegazione. Senso del dovere e buona volontà dei singoli: queste risorse accanto al rispetto delle regole costituiscono un patrimonio prezioso per il paese”, ha aggiunto.

“Tutti conserviamo nel pensiero immagini che sarà impossibile dimenticare. Cronache di un dolore che hanno toccato la coscienza e la sensibilità di tutto il Paese, ma che, per chi le ha vissute personalmente, rappresentano – ha concluso Mattarella – cicatrici  indelebili”.