Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e della Salute Roberto Speranza saranno interrogati dalla procura di Bergamo come persone informate sui fatti in merito alla mancata zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, i due paesi della Lombardia tra i principali epicentri del contagio da Coronavirus.

Gli inquirenti aveva avevano già ascoltato lo scorso 29 maggio la versione del governatore della Lombardia Attilio Fontana e dell’assessore Giulio Gallera. Ora si passa quindi ai membri dell’esecutivo, con l’audizione che potrebbe tenersi anche a Roma.

I magistrati di Bergamo vogliono infatti verificare l’iter seguito alla fine di febbraio, quando si scelse di non chiudere i due paesi focolaio della bergamasca per poi prendere un provvedimento di lockdown dell’intera Lombardia il 7 marzo. L’interrogatorio di Giuseppe Conte, a Roma, è stato fissato venerdì pomeriggio.

Oltre ai politici potrebbero essere ascoltati anche alcune autorità sanitarie, come il direttore dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro e il membro dell’Oms e consulente del governo Walter Ricciardi.

Dopo l’audizione di Fontana, che aveva ribadito come la decisione di non chiudere Alzano e Nembro fu “una scelta governativa”, anche la procuratrice facente funzioni Maria Cristina Rota si era espressa su posizioni simili. “Da quel che ci risulta è una decisione governativa. C’è un dovere da parte nostra di rendere giustizia, in questo momento siamo al primo gradino, alla ricostruzione dei fatti”, aveva sottolineato il magistrato.

“Dopo tante menzogne e attacchi vergognosi, giustizia è fatta;: chi ha sbagliato deve pagare”. E’ questa la reazione del leader della Lega Matteo Salvini dopo la richiesta della procura di Bergamo di ascolta il premier Conte e i ministri Speranza e Lamorgese.