Attilio Fontana, governatore leghista della Regione Lombardia, è da due giorni sotto scorta dopo le frasi contro di lui e le minacce apparse sul web. La decisione è arrivata dalla Prefettura di Varese, la città in cui Fontana risiede e di cui è stato anche sindaco, che parla di “clima intorno al governatore lombardo” che “si è fatto incandescente”. Da un paio di giorni quindi, come riferisce ‘La Stampa’, a Fontana è stata assegnata un’auto di scorta con un agente, un provvedimento “di quarto livello”.

Nei giorni scorsi il governatore era stato definito “assassino” in un murales apparso in via Vittorelli a Milano, scritta rivendicata dai Carc (Comitati di appoggio alla Resistenza) per il governo di Blocco popolare della sezione di Milano in un lungo post sul loro sito, in cui si fa riferimento alla gestione tenuta dal presidente della Regione Lombardia nel corso dell’emergenza coronavirus.

Sulla vicenda la procura di Milano ha aperto un’inchiesta, a carico di ignoti, con i magistrati che procedono per i reati di minacce aggravate e diffamazione. Lo stesso avvocato di Fontana, Jacopo Pensa, ha raccolto nelle ultime settimane decine di minacce al governatore via social, si di profili fake che con nome e cognome ‘reali’.

I Carc, tramite il direttore del mensile ‘Resistenza’ Pablo Bonuccelli e la segretaria federale Lombarda Claudia Marcolini, avevano motivato in una conferenza stampa le ragioni della loro protesta: “Le indagini dell’Antiterrorismo su di noi? La magistratura indaghi sulla strage lombarda del Covid. Ci sono responsabili precisi, devono andare a casa”.