Istituire la zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo spettava al governo. È quanto ha dichiarato Attilio Fontana, presidente della Lombardia, in Procura a Bergamo, secondo quanto fa sapere l’Ansa. Le parole del governatore sono risultate così in linea con quelle dell’assessore al Welfare della Regione Giulio Gallera. All’esterno della Procura un presidio di una  ventina di persone ha protestato contro il Presidente. Uno striscione recitava: “Fontana Bergamo non dimentica”. Altri epiteti sono stati rivolti a Fontana: “Criminale”; “Vergogna”; “Dimettiti”.

Il governatore è stato criticato in più occasioni per la gestione dell’emergenza. La Lombardia resta la Regione più colpita dal virus: ancora oggi si sono registrati 354 nuovi positivi; attualmente i contagiati risultano 22.683; i decessi in totale sono stati 16.012. Il paziente 1, Mattia Maestri, era stato rintracciato a Codogno, nel lodigiano, il 20 febbraio. Sulla zona di Nembro e Alzano si sono scatenate molte critiche, in quanto il 23 febbraio, dopo la scoperta di un positivo ad Alzano Lombardo e la chiusura del pronto soccorso e l’isolamento dell’intera struttura ospedaliera, la Regione impose di riaprire tutto dopo un paio d’ore. Alzano e Nembro si trovano in Val Seriana, una delle aree più colpite dal virus e ad altissima concentrazione di industrie e attività economiche.

Fontana sarebbe stato sentito in Procura proprio sul caso dell’ospedale di Alzano, sul quale il governatore avrebbe negato di aver ricevuto pressioni da parte del mondo economico al fine di non creare una zona rossa. Altre domande sono state poste in merito al trasferimento di alcuni pazienti covid nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (Rsa). Il Presidente della Lombardia nei giorni scorsi è stato messo sotto scorta a causa delle accuse e delle minacce che ha ricevuto negli ultimi mesi.