Entrando nella sede parigina di Suez alla Defense, la prima cosa che balza agli occhi è un grande pannello elettronico alla parete che monitora i parametri del gruppo in termini di riduzione di CO2, di aria e di energia pulita prodotta. Questo primo impatto dà l’idea precisa dell’attenzione che il gruppo dedica all’ambiente e alla sua preservazione. L’attenzione continua negli uffici: gli sprechi sono banditi, l’acqua è riciclata, i bicchieri rigorosamente di carta. Piccole abitudini quotidiane per un progetto che è da anni il cuore pulsante dell’attività e della strategia di Suez: l’aiuto alla salvaguardia dell’ambiente. A parlare, poi, ci sono alcuni progetti concreti realizzati dall’azienda in questi anni. L’ultimo in ordine di tempo riguarda l’uso delle microalghe per migliorare la qualità dell’aria nella scuola elementare Victor Hugo di Poissy, nelle vicinanze di Parigi. L’obiettivo? Creare una “bolla d’aria pulita”, grazie all’uso di una tecnologia all’avanguardia basata appunto sulle microalghe. Perfettamente integrata nel cortile della scuola grazie alla collaborazione di Suez con Zdey, un artista francese di street art e graffiti, la soluzione incoraggia i bambini, grazie ai colori e alla cultura pop, a prendere possesso di questo spazio dall’aria pulita.

Ogni anno l’inquinamento atmosferico costa all’Europa oltre 800 miliardi di euro. Ma l’impatto umano è ancora più preoccupante di quello economico: secondo un recente studio dell’Agenzia europea dell’ambiente, infatti, l’inquinamento dell’aria resta la principale minaccia alla salute in Europa ed è responsabile di oltre 75mila morti in Italia. Secondo l’Unicef, il 75% dei bambini francesi respira aria inquinata e la situazione è anche peggiore in Italia. Un dato confermato a livello internazionale dall’Organizzazione mondiale della sanità: il 91% della popolazione mondiale vive in luoghi che “superano le linee guida dell’Oms sulla qualità dell’aria”. Ecco perché, già dal 2016, la qualità dell’aria è diventata una priorità della politica ambientale e sanitaria della Regione di Parigi, che ha avviato un test di soluzioni innovative per il trattamento dell’aria interna e confinata negli edifici pubblici, in particolare asili nido e cortili scolastici. Di solito l’aria inquinata si trova tra il suolo e 1,5 metri di altezza: proprio all’altezza di un bambino. Il dispositivo promosso da Suez cattura l’aria a livello del suolo, la purifica e poi la libera.

«In un contesto di cambiamenti climatici e crescita demografica, Suez supporta da 15 anni comuni e aziende industriali nella progettazione, sviluppo e gestione di soluzioni per il trattamento dell’aria». Così si è espressa Diane Galbe, vicepresidente di Suez, responsabile della Strategia e della nuova Business Unit, Smart & Environmental Solutions. «Oggi siamo orgogliosi di offrire la nostra esperienza alla regione dell’Île-de-France. Il nostro obiettivo a lungo termine è espandere questo progetto e includere altre scuole in Francia e all’estero». Ma l’attenzione per la qualità dell’aria si può applicare anche nelle metropolitane delle grandi città. “IP’AIR” è un sistema innovativo che, in collaborazione con Ratp, l’operatore del trasporto pubblico di Parigi, migliora la qualità dell’aria sulla rete ferroviaria cittadina riducendo l’inquinamento atmosferico nei trasporti sotterranei dovuto alle polveri sottili.

Installata direttamente sui binari delle stazioni sotterranee, questa tecnologia di filtrazione elettrostatica cattura le particelle fini emesse dai sistemi frenanti utilizzati sui treni terrestri e sotterranei. In questo modo vengono trattati più di 7mila metri cubi di aria all’ora, ovvero il 10% dell’aria nella stazione, consumando quantità irrisorie di energia. Una tecnologia efficace che potrebbe essere impiegata anche per il trattamento dell’aria nei parcheggi o nelle gallerie autostradali. Altrettanto interessanti sono, infine, le soluzioni volte alla diagnosi della qualità dell’aria in tempo reale. Recentemente Suez ha dotato i cinque porti delle Isole Baleari in Spagna di 250 microsensori abbinati a un sistema di monitoraggio in tempo reale. Lo stesso in Cile, dove Suez ha installato i sensori nella zona pedonale di Paseo Bandera, nel cuore di Santiago.

«Questi microsensori ad alta tecnologia – spiega Aurélia Carrère, Ceo di Suez in Italia e senior vice-president Gruppo per le soluzioni Aria & Clima – producono molti dati affidabili sulla qualità dell’aria (concentrazione di gas, temperatura, forza del vento) e misurano i principali inquinanti atmosferici. I dati registrati sulla piattaforma digitale aiutano le autorità locali a prendere le decisioni appropriate per limitare l’impatto sulla qualità dell’aria». Conclude Carrère: «Presente in cinque continenti con 90mila collaboratori, Suez preserva gli elementi fondamentali del nostro ambiente: acqua, terra e aria e aiuta le popolazioni a migliorare costantemente la qualità della propria vita, tutelandone la salute e sostenendo lo sviluppo economico».

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