“Se il flusso di accessi e ricoveri rimane lo stesso, non reggiamo nemmeno una settimana”, dice al Corriere della Sera Antonio Voza, responsabile del Pronto Soccorso e della Medicina d’urgenza dell’Irccs Humanitas di Milano. Un allarme lanciato ieri anche dalla direttrice della Medicina d’urgenza dell’Ospedale Sacco, Quarto Oggiaro, Anna Maria Brambilla, secondo la quale “Milano sembra non rendersi conto dell’incendio che la minaccia”. Soltanto ieri nella provincia il bollettino ha registrato 2.225 nuovi positivi. La media nei tre giorni precedenti era stata di 3.854: il lunedì vengono processati di solito meno tamponi. Il capoluogo lombardo è considerato il nuovo focolaio nella Regione più colpita dalla pandemia in questa fase dell’emergenza.

“Il problema non sono gli spazi, ma il personale medico e infermieristico, che è impegnato già al 100% – continua Voza – Stiamo cercando di invertire i flussi: far sì che l’”in” (i ricoveri) sia pari all’”out” (le dimissioni). Se non riusciamo a dimettere pazienti man mano che aumentano i ricoveri non abbiamo altri posti letto da dedicare, ma soprattutto non abbiamo più personale. E come noi la maggioranza degli ospedali milanesi”.

Il responsabile illustra la situazione: l’ospedale ospita 545 pazienti in tutto, 260 letti occupati da pazienti covid, 24 quelli in terapia intensiva, 120 pazienti oncologici o con patologie tempo dipendenti; 165 i ricoveri “non covid” che arrivano dal Pronto Soccorso. Sette i reparti convertiti appositamente per l’emergenza. “In questo momento viaggiamo attorno ai 130-140 accessi al giorno, di cui circa 50 per problemi respiratori”, aggiunge Voza. Insomma il personale è alle prese con l’emergenza covid e parallelamente con pazienti oncologici, cardiopatici, neurologici e con patologie croniche. È quindi sempre più difficile garantire piena disponibilità a tutto il flusso.

L’EMERGENZA – L’ultimo bollettino ha fatto registrare 4.777 nuovi positivi su 21.121 tamponi processati nella Regione. In Lombardia al momento sono 131.459 gli attualmente positivi, 6.414 i ricoverati con sintomi, 670 in terapia intensiva, 124.375 in isolamento domiciliare. In totale i deceduti nella Regione dall’inizio dell’emergenza sono stati 18.442, 265.531 i casi in totale.