Brigatista della prima ora, poi nelle Formazioni comuniste combattenti, quindi il rifiuto della lotta arma non prima di una clamorosa fuga dal carcere di San Vittore assieme a Renato Vallanzasca. È stata la rocambolesca vita di Corrado Alunni, l’ex terrorista rosso morto oggi a Varese all’età di 74 anni.

Romano, nato nella capitale il 12 novembre 1947, Alunni si trasferisce a Milano dopo gli studi nel 1967 e viene assunto alla Sit-Siemes. È proprio in fabbrica che inizia il suo percorso che lo porta alla lotta armata: lì conosce Moretti, Giorgio Semeria e Paola Besuschio, futuri brigatisti.

Diventa braccio destro di Renato Curcio, tra i fondatori della Br, tanto da lasciare il lavoro ed entrare in clandestinità. L’arresto di Curcio nel 1976 lo porta assieme ad altri militanti a lasciare l’organizzazione e a fondare prima le Rosso Brigate Comuniste e poi, nel 1977, le Formazioni Comuniste Combattenti.

Una sigla, Fcc, che verrà utilizzata per la prima volta il 18 gennaio del 1978 quando il gruppo rivendica un attentato contro una pattuglia di carabinieri in servizio di guardia al carcere di Novara. Alunni verrà arrestato il 13 settembre del 1978, quando viene arrestato in un appartamento di via Negroli a Milano, il covo dell’organizzazione dove le forze dell’ordine trovato armi e documenti sull’attività dei terroristi.

Il suo nome è noto ai più anche per la clamorosa evasione dal carcere milanese di San Vittore del 28 aprile 1980: assieme al “Bel René” Renato Vallanzasca e ai complici di quest’ultimo, dopo essere riusciti ad introdurre nei giorni precedenti tre pistole nel carcere, prendono in ostaggio un brigadiere durante l’oraria d’aria e usarlo come scudo umano per farsi strada fino all’uscita del penitenziario. I detenuti aprono il fuoco contro due guardie che tentano di impedire la fuga e la sparatoria si sposta fuori, per le vie del centro di Milano. Nel conflitto a fuoco Alunni resta ferito, colpito allo stomaco da due colpi di mitra, mentre Vallanzasca viene ferito gravemente alla testa. Sei detenuti invece riusciranno provvisoriamente a far perdere le loro tracce.

Le condanne nei suoi confronti negli anni ’80 si accumulano, per una pena ormai superiore ai 50 anni di reclusione. Nel 1987 la svolta di Alunni, che si dissocia dalla lotta politica armata. Due anni dopo, nel 1989, all’ex terrorista viene concessa per la prima volta la semilibertà e la possibilità di lavorare all’esterno del carcere.

L’ultimo atto di ‘conversione’ avviene nel 1997 quando Alunni, assieme ad altri 62 ex terroristi delle Brigate Rosse, di Prima Linea e di altri gruppi armati, firma l’appello per mettere fine alla “Storia infinita”, come viene chiamato il documento, ovvero gli Anni di Piombo.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.