Si è spento ieri a Roma, dopo una lunga malattia, Nino Castelnuovo. A comunicare il decesso è stata la famiglia, con la moglie Maria Cristina Di Nicola, con cui era sposato dal 2010, il figlio Lorenzo e la sorella Marinella. Famiglia che con una nota “si chiude nel dolore per la perdita del caro Nino e richiede comprensione e riservatezza in questo momento difficile”. I funerali si terranno a Roma in forma strettamente privata.

Ma il volto di Nino Castelnuovo resterà eternamente legato al ruolo di Renzo Tramaglino nella riproduzione televisiva de “I promessi sposi”, andata in onda sul primo canale della Rai nel 1967 con la regia di Sandro Bolchi. Grazie a quel ruolo Castelnuovo diventerà uno degli attori più popolari in Italia, continuando la carriera in gran parte come interprete di sceneggiati per la tv. In tv negli ultimi anni aveva recitato in sceneggiati e telefilm come “Ritratto di donna velata”, “Il maresciallo Rocca”, “Questa è la mia terra” e “Le tre rose di Eva”.

Ma Castelnuovo ebbe un ruolo anche in uno dei film più premiati di sempre della storia del cinema, ‘Il paziente inglese’ diretto nel 1966 da diretto da Anthony Minghella, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore canadese Michael Ondaatje. La pellicola, che vedeva Castelnuovo interpretare l’archeologo italiano D’Agostino, vinse 9 Oscar nel 1997, 2 Golden Globe e 6 BAFTA, mentre l’attrice Juliette Binoche fu premiata con l’Oscar come attrice non protagonista e l’Orso d’argento a Berlino come miglior attrice.

Ma Castelnuovo aveva recitato in precedenza in decine di film, come “Un maledetto imbroglio” di Pietro Germi (1959), “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti (1960), “Un giorno da leoni“ di Nanni Loy (1961), il musical “Les Parapluies de Cherbourg” di Jacques Demy (1964), “Un mondo nuovo” di Vittorio De Sica (1966).

Castelnuovo è stato a lungo anche testimonial nella pubblicità dell’olio Cuore, in cui veniva ripreso nell’atto di saltare una staccionata, uno spot andato in onda in tv per anni.

Nel 2018, nel volume “Glaucoma: Apriamo gli occhi sulla malattia”, l’attore aveva raccontato di aver combattuto per anni contro la grave malattia degenerativa che colpisce gli occhi, che lo aveva reso ipovedente.

Redazione