Facebook “induceva ingannevolmente gli utenti a registrarsi sulla sua piattaforma”, senza fornire sufficienti e immediate informazioni “sull’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti”. Per questo motivo l’Autorità Antutrust ha sanzionato il social colosso di Mark Zuckerberg con una multa di 7 milioni di euro, comminata anche alla sezione irlandese dell’azienda, Facebook Ireland Ltd.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva già emesso un provvedimento nei confronti della piattaforma nel novembre 2018, rea – come si legge in una nota – di aver celato durante la fase di attivazione dell’account le “finalità remunerative sottese al servizio, enfatizzandone viceversa la gratuità”.

Il social non avrebbe rimediato fornendo informazioni più trasparenti sull’utilizzo dei dati degli utenti e non ha pubblicato la dichiarazione rettificativa richiesta dall’Autorità. Per l’Antitrust, inoltre, “le informazioni fornite da Facebook risultavano generiche e incomplete” e non fornivano “una adeguata distinzione tra l’utilizzo dei dati necessario per la personalizzazione del servizio e quello per realizzare campagne pubblicitarie mirate”.

Profilazione per i banner che si confonde con l’obiettivo di facilitare la socializzazione con altri utenti, per la quale tre anni fa Facebook era stata sanzionata con 5 milioni di euro, oltre all’obbligo – disatteso – di pubblicare una dichiarazione rettificativa sulla homepage del sito internet aziendale per l’Italia, sull’app e sulla pagina personale di ciascun utente italiano registrato.

L’istruttoria dell’autorità ha infatti accertato che “le due società non hanno pubblicato la rettifica” e non hanno cessato la pratica scorretta accertata, “pur avendo eliminato il claim di gratuità in sede di registrazione alla piattaforma”.

Informazioni che, secondo l’Autorità, sono fondamentali per il consumatore nel decidere se aderire al servizio, soprattutto alla luce del valore economico assunto per Facebook dai dati ceduti dall’utente.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.