I tempi della giustizia, le procedure emergenziali, i disagi e le nuove modalità introdotte nel sistema giustizia per superare le criticità generate dalla pandemia. Sono temi ricorrenti nel dibattito sull’andamento della giustizia civile e penale. Ieri la Camera penale ha rivolto un appello al presidente coordinatore del Tribunale del Riesame di Napoli, Antonio Pepe, affinché intervenga sui tempi con cui gli avvocati sono messi al corrente dei provvedimenti adottati dal Tribunale della Libertà. Con una lunga lettera il presidente della Camera penale Marco Campora si è fatto portavoce di un’esigenza sentita dai penalisti napoletani e a tutela della funzione difensiva degli avvocati rispetto a certe tempistiche giudiziarie.
«I dispositivi del Tribunale del Riesame sono resi noti agli avvocati solo il giorno successivo mediante accesso al front-office e consultazione dei terminali posti a disposizione dell’utenza. Tutto ciò determina che, in caso di provvedimenti favorevoli che dispongano la remissione in libertà del ricorrente, i difensori vengano a conoscenza dell’esito dell’udienza camerale in un momento successivo rispetto a quello in cui ne hanno conoscenza i propri assistiti. Di conseguenza – sottolinea Campora – per un verso risulta mortificata la funzione difensiva, per un altro verso si vanifica l’assistenza materiale di cui inevitabilmente necessita il detenuto all’atto della scarcerazione». Si pensi a un detenuto recluso in un carcere distante dal luogo di residenza. «Una tempestiva informazione della scarcerazione, in corso di esecuzione, consentirebbe ai familiari di predisporre la necessaria assistenza in favore del proprio congiunto salvaguardando in tal modo i diritti minimi del cittadino rimesso in libertà – osserva Campora – Tale spiacevole situazione potrebbe essere agevolmente superata tramite la comunicazione ai difensori a mezzo pec dell’esito del ricorso».
«È noto a noi tutti che la normativa vigente non prevede la possibilità di comunicare ai difensori con immediatezza i dispositivi dei provvedimenti di scarcerazione emessi dal Riesame», precisa il presidente dei penalisti napoletani: la proposta della Camera penale è di utilizzare lo strumento della posta elettronica certificata, il che implicherebbe per il personale di cancelleria il solo limitarsi a inoltrare “per conoscenza” al difensore la comunicazione normalmente trasmessa al direttore dell’istituto di pena. «Tale adempimento oggi più che mai appare necessario – aggiunge Campora – Le numerose misure emanate in misura di contenimento e gestione della pandemia hanno modificato il rapporto quotidiano dell’avvocato con gli uffici giudiziari. L’avvocato è chiamato a confrontarsi con continue novità organizzative e un labirinto di regole che, sebbene dovute a una emergenza sanitaria, hanno creato inevitabili aggravi burocratici amministrativi (prenotazioni di cancelleria, mail per l’accesso al tribunale e così via). Tutto ciò per limitare assembramenti e consentire il tracciamento. È evidente che la comunicazione via pec dei provvedimenti del Tribunale del Riesame consentirebbe una minore affluenza di avvocati che, data la delicatezza della materia, si recano spesso anche due volte al giorno presso il front-office per effettuare i controlli ai terminali». Ora si attende la risposta del presidente coordinatore del Tribunale del Riesame.