Un internet point di Napoli usato come “base logistica” da parte di un’organizzazione criminale per distribuire in tutta Europa false attestazioni di cittadinanza a extracomunitari sprovvisti del permesso di soggiorno. La scoperta arriva dalle indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Napoli, in collaborazione con il Ros e col supporto in fase esecutiva del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli, che hanno condotto in carcere 14 soggetti ritenuti gravemente indiziati a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, corruzione, falso ideologico e materiale.

Cittadini di nazionalità afghana, pakistana e italiana, che operavano per favorire l’immigrazione clandestina di indiani, tunisini, marocchini, afghani, pakistani, ucraini e russi, in alcuni casi provenienti da “aree di crisi”. Un vero e proprio sodalizio che – dietro compenso – permetteva l’ingresso e la permanenza sul territorio nazionale falsificando certificati di residenza, dichiarazione di ospitalità, certificati di conoscenza della lingua, contratti di lavoro, iscrizioni alla camera di commercio. Secondo gli inquirenti l’organizzazione era operativa anche in Belgio e Francia, Paesi in cui aveva dei referenti con i quali si interfacciava per far recapitare anche lì documenti di soggiorno italiani ad extracomunitari residenti.

Tutto partiva da un internet point, con la compiacenza di un dipendente pubblico di una Municipalità del Comune di Napoli che – secondo l’accusa – “in qualità di addetto all’emissione di certificati di residenza, indebitamente accettava somme di denaro per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio”. L’uomo avrebbe anche stilato un vero e proprio “tariffario”, a seconda del tipo di certificato falso da produrre.

Dalle indagini è emerso anche come i guadagni illeciti venissero trasferiti, mediante transazioni bancarie e circuiti di Money Transfer, presso conti attestati in Pakistan, oppure attraverso un sistema chiamato “hawala”, che permette il passaggio di ingenti somme di denaro tra soggetti in differenti nazioni, senza alcuna movimentazione di denaro in quanto basato su un prestito o anticipo fiduciario di denaro.

Oltre alle misure cautelari, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo dell’internet point, gestito dal principale indagato quale base operativa del sodalizio.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.