Giustizia
Nevi (FI): “I giovani pm fuori dalle correnti nel segreto dell’urna voteranno Sì”
Il deputato azzurro alla Camera ne è sicuro: “Sono esausti di pagare per conto di chi non fa bene il proprio lavoro o peggio utilizza il suo ruolo per fare politica”
Con l’onorevole Raffaele Nevi è deputato alla Camera per Forza Italia, di cui è vice capogruppo vicario a Montecitorio e portavoce nazionale del partito, analizziamo le ragioni del Sì per il referendum della giustizia del 22 e 23 marzo prossimo.
Sebbene una delle novità principali della riforma è la creazione di un secondo Consiglio superiore e di un’Alta corte disciplinare sempre con prevalenza togata, molti magistrati sono contro, ci fa capire perché?
«Io sono convinto che tanti magistrati, soprattutto giovani e non agganciati al sistema di potere che comanda la magistratura italiana nel segreto dell’urna voteranno Sì perché sono esausti di pagare per conto di chi non fa bene il proprio lavoro o peggio utilizza il suo ruolo per fare politica scagliandosi contro i governi, a volte anche di centrosinistra. La magistratura in questi anni ha perso credibilità per questo e noi vogliamo ridargliela con la riforma. Ecco perché penso che se stiamo al merito non temiamo nulla. Il problema è che il merito sta passando in secondo piano rispetto alle bugie rilanciate ad arte per spaventare. Tipo quella che con la riforma si sottomette la magistratura al potere politico».
La segretaria del Pd Elly Schlein sostiene che la riforma sia un tentativo del governo di sfilarsi dai controlli e di “avere le mani libere”. Che ne pensa?
«Che è falso! Basta leggere la riforma per capirlo. Nessuno si è mai sognato di diminuire i poteri che hanno attualmente i magistrati».
La riforma è da sempre il vostro vessillo programmatico. Quanto è fondamentale, in questo momento, un’affluenza massiccia alle urne?
«Assolutamente fondamentale anche per respingere il tentativo della sinistra di sfruttare il referendum per colpire il Governo. Dobbiamo far capire bene ai nostri elettori che è necessario andare a votare per due motivi:
1) Perché la riforma ci consentirà di adeguarci a tutte le democrazie liberali occidentali in cui c’è non solo separazione dei poteri ma anche delle carriere e quindi reale equilibrio tra chi giudica e tra accusa e difesa.
2) Rafforzare il centrodestra che ha proposto e approvato questa riforma».
Spieghiamo – perché è quanto mai necessario – l’importanza di un PM che sieda in un organo diverso da quello di un giudice.
«Ma perché non può essere che chi accusa e chi giudica vivano nella stessa casa che è il CSM. Gli stessi che poi insieme, e sottolineo insieme, condividono l’appartenenza alle correnti che sono a loro volta collegate ai partiti politici, soprattutto di sinistra. Gli stessi che poi si valutano reciprocamente sulle proprie carriere. Insomma una cosa indecente che è un unicum in Europa e che è un impianto che affonda le radici nella impostazione fascista dello Stato. Tutto questo porta ad una impostazione da casta chiusa che si autoassolve anche quando ci sono degli errori incredibili ai danni di cittadini a cui viene rovinata la vita e nessuno mai è chiamato a risponderne».
Finalmente un’Alta Corte che si occuperà soltanto di provvedimenti disciplinari. Perché il sorteggio fa tanto discutere e desta perplessità?
«Perché il sorteggio dei componenti del CSM scardina il sistema delle correnti che è ben evidenziato non solo nel libro di Palamara ma anche nelle decine di interventi di magistrati come Gratteri, De Magistris, Di Pietro o anche di giornalisti e politici di sinistra».
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