La grande infornata degli esperti, degli advisor, dei commissari delle task force, che ha impegnato Palazzo Chigi fino a ieri, cede oggi il passo alla giostra delle grandi nomine pubbliche. In giornate drammatiche per il Paese, mentre sugli italiani pesano incognite non da poco, dalla salute al lavoro al reddito, dalle segrete stanze di Palazzo Chigi arriva l’eco di trattative febbrili. Le scadenze per le partecipate è sabato 18 aprile, e mentre tutte le attività vengono congelate, quelle che riguardano l’assegnazione di poltrone vanno avanti a tamburo battente.

Per il colosso Eni l’accordo tra i partiti di maggioranza conferma Claudio Descalzi come amministratore delegato mentre colloca alla presidenza Lucia Calvosa, ora consigliere di amministrazione del Fatto quotidiano e di Tim. Come se Il Fatto partecipasse pro quota alla spartizione delle nomine, rispolverando il Cencelli. E per una volta, toccando un argomento scomodo per opinionisti sempre pronti a inondarci di parole: da noi raggiunti, Marco Travaglio e Antonio Padellaro hanno si sono trincerati dietro a un secco “no comment”.

Ma se non parla il Fatto, parlano i fatti.

Calvosa ha buoni sponsor: è un nome ricorrente nelle ultime tornate di nomine. Era stata appena sostenuta dalla stessa compagnia di giro in Cdp Venture Capital Sgr, lo spin-off dedicato alle start-up nel cui Cda era entrata appena il 22 gennaio scorso.

Nell’ultima versione del suo curriculum in rete, campeggia l’incarico di membro della Commissione Procedure Concorsuali e Crisi d’Impresa del Consiglio Nazionale Forense. Del Cnf è stato presidente Guido Alpa, dominus dello studio legale da cui è uscito lo stesso premier Giuseppe Conte.

Le opposizioni vogliono vederci chiaro.

“In piena emergenza coronavirus, il governo e la maggioranza vogliono procedere al rinnovo dei vertici di enti e di aziende pubbliche. Dopo Inps e Inail è il momento delle grandi aziende di Stato, a partire da Eni, Enel, Poste, Leonardo e Terna. Noi avevamo chiesto il congelamento e il rinnovo automatico degli amministratori in carica, sia perché in questa fase non è opportuno introdurre motivi di tensione e di conflitto mentre tutte le forze dovrebbero essere orientate alla lotta all’emergenza sanitaria ed economica, sia per salvaguardare la stabilità e la continuità nella guida delle aziende in un momento delicatissimo nel quale sono particolarmente esposte alla crisi dei mercati e a manovre speculative di tipo finanziario. E’ grave che la maggioranza voglia effettuare questa forzatura quando anche il controllo parlamentare è necessariamente indebolito”, affermano in una nota congiunta Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni.

Renato Brunetta, responsabile economico di Forza Italia, trasecola, parlando con Il Riformista:

“E’ un modo arrogante, quello di fare le nomine: desta amaro in bocca quel che si legge sui giornali. Non si trova il tempo per governare la fase due, ma si fanno riunioni notturne sulle nomine? A me sembra inaccettabile”.

I deputati di Forza Italia Felice Maurizio D’Ettore e Stefano Mugnai vogliono accendere un faro sulla nomina di Lucia Calvosa all’Eni. “In piena crisi economica ed in piena emergenza sanitaria, continua l’assurda guerra squisitamente ‘politica’ sulle nomine tra Pd e Cinque stelle. Tra i vari casi segnalati di recente dagli organi di informazione, comparirebbe quello della dottoressa Lucia Calvosa, proposta dai Cinque stelle e dal senatore Vito Crimi per ricoprire la posizione di presidente dell’Eni. La dottoressa Calvosa, gia’ consigliere di amministrazione del Monte Paschi di Siena dell’epoca Profumo, allora tanto criticata dai Cinque stelle, e poi consigliere di amministrazione del ‘Fatto Quotidiano’, sarebbe indicata al governo per uno dei ruoli piu’ importanti nel panorama industriale ed energetico mondiale. Presenteremo al riguardo con urgenza – annunciano il parlamentai FI – un atto di sindacato ispettivo, perche’ siano chiarite le modalità con le quali si sta procedendo, senza alcuna trasparenza, alle nomine, fatte in base a logiche politiche spartitorie anche di fazioni o correnti di alcune forze di maggioranza”.

Per Leonardo, la cui poltrone sono state in queste settimane oggetto di forte contesa, c’è la riconferma di Alessandro Profumo come Ad, con l’arrivo alla presidenza di Luciano Carta, il generale della Finanza ora a capo dell’Aise, i servizi di controspionaggio estero.

In Enel a guidare il gruppo resta, come preannunciato nei giorni scorsi, Francesco Starace. Ma anche qui novità per la presidenza: favorito è infatti l’avvocato milanese Michele Crisostomo, quota 5 stelle, vicino in particolare al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. Anche Crisostomo aveva avuto un ruolo nelle vicende Mps, come pure Lucia Calvosa che ha fatto parte anche di quel Cda.

L’avvocato milanese era entrato ed uscito dai fascicoli di inchiesta sull’acquisizione della banca Antonveneta, venduta a Mps dal Santander per 9,3 miliardi, a cui si aggiungono circa 8 miliardi di debiti che il Monte, senza una due diligence e senza clausole di salvaguardia, dovette accollarsi senza averne consapevolezza. Michele Crisostomo era consulente legale di Mps nell’operazione.

Nulla cambia invece ai vertici di Poste spa. Matteo Del Fante viene confermato Ad e Maria Bianca Farina presidente. Cambio in Terna, il colosso che gestisce la rete elettrica: al posto di Luigi Ferraris arriva da Acea, la municipalizzata romana della luce e del gas, Stefano Donnarumma. E chi lo sostituisce? Le voci davano per favorito Aldo Bisio, ad di Vodafone Italia e compagno di Azzurra Caltagirone, ma l’interessato ha smentito. E Ferraris? Per lui è pronta una poltrona in Rfi, Rete ferroviaria italiana. Alla Presidenza di Terna una delle pochissime donne, Valentina Bosetti.

Sorpresa anche in Mps, dove al posto dell’ad Morelli arriva Guido Bastianini, ex numero uno di Carigedopo essere stato vicedirettore generale di Capitalia, presidente di Banca Profilo e direttore generale di Sator, il gruppo bancario di Matteo Arpe. Alla presidenza di Mpsarriva Patrizia Grieco, che fino ad ora ha ricoperto analogo incarico in Enel. Infine Enav, la società che gestisce il traffico aereo, al cui vertice, come si vociferava da tempo, va Paolo Simioni, quota 5 stelle, attuale capo di Atac, la società dei trasporti capitolini per la quale i libri sono ormai in tribunale. Alla presidenza Francesca Isgrò.