Dovevano chiudersi questa settimana e invece pare se ne parli a settembre. Ennesimo ritardo su nomine importanti per il nostro apparato d’intelligence. Ci sono 209 miliardi all’orizzonte e la politica vuole avere i suoi fedelissimi dentro. Il capo del DIS (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), Gennaro Vecchione, dovrebbe reggere ancora un po’ in attesa di una nuova collocazione.

Ci sono i tre vice da nominare, due all’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna) e uno all’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna). Poco spazio questa volta per i Carabinieri che in questo momento non godono di buona salute. Per l’Aise corrono dunque due eccellenti nomi: Luigi Della Volpe (GdF) e Carlo Massagli (MM). Due alti ufficiali vicini al Premier Giuseppe Conte. Entrambi affermati e stimati.

C’è poi la nomina all’Aisi e questa potrebbe essere ricoperta dal Generale Francesco Presicce (AM) che sogna da tempo di diventare uno 007, così dicono nella sua linea di comando, tanto da contattare, quasi quotidianamente, il ministro ombra della Farnesina Augusto Rubei, colui che ha commissariato il MAE in pochissimo tempo e che dirige il giovane Luigi Di Maio.

Infine c’è un’altra scadenza, sempre all’Aisi, quella di Valerio Blengini, uomo di Renzi e con qualche grattacapo da affrontare. Questo dunque il quadro che si potrebbe realizzare. Tanta politica e tanti interessi. L’ultima parola spetta però al Colle e gli italiani lo sanno e sanno anche che c’è voglia di ripartire e 209 miliardi possono far bene a un Paese che esce da una forte crisi e da decenni di intrecci bui. Servirà un apparato forte se si vorrà competere in uno scenario internazionale in rapida evoluzione. L’Europa pretenderà onestà e trasparenza, non possiamo sbagliare, non questa volta se si vorrà avere ancora un’opportunità.