Da 36 a 27 aerei. E’ il taglio deciso da EasyJet a causa delle conseguenza della pandemia di coronavirus. La compagnia low cost svizzera ha deciso di avviare un processo di riorganizzazione della sua presenza in Italia.

Le previsioni di mercato e l’elevato grado di incertezza per i prossimi anni, rendono non più differibile un piano di riorganizzazione anche per il mercato italiano che coinvolgerà l’operatività delle tre basi nazionali: Milano Malpensa, Venezia Marco Polo e Napoli Capodichino. In tal senso rientra la decisione di ridurre di 9 unità la flotta portando da 36 a 27 gli aeromobili basati in Italia. Il piano prevede nello specifico di ridurre da 22 a 21 gli aerei basati a Milano Malpensa, da 7 a 4 quelli basati all’aeroporto di Napoli e da 7 a 2 quelli basati presso lo scalo di Venezia.

La riorganizzazione è stata decisa per fronteggiare “l’impatto senza precedenti della pandemia” come dimostrato della revisione al ribasso delle stime della Iata. Proprio ieri l’associazione mondiale di rappresentanza del settore ha messo in preventivo per l’intero 2020 un crollo del traffico aereo globale di circa il 70%. Per il 2021 i ricavi delle aerolinee saranno più bassi di oltre il 50% rispetto a quanto previsto prima della crisi e la Iata ha confermato che bisognerà attendere il 2024 prima che il traffico aereo ritorni ai livelli del 2019.Per far fronte a questo scenario e dotarsi degli strumenti necessari per riemergere dalla crisi in modo competitivo, lo scorso maggio EasyJet ha annunciato un significativo ridimensionamento dell’intera flotta e un conseguente piano di ottimizzazione di basi e rotte in tutto il network europeo. “Ottimizzare la capacità e ridurre i costi in modo strutturale sono azioni necessarie per assicurare la sostenibilità del business nel lungo termine”, ha spiegato Lorenzo Lagorio, Country Manager di EasyJet Italia.

“Abbiamo investito costantemente nel mercato italiano negli anni passati arrivando a trasportare oltre 20 milioni di passeggeri da e per gli aeroporti italiani nel 2019. Ora però dobbiamo in parte ridimensionare i nostri investimenti, anche per riflettere le aspettative sulla drastica e strutturale riduzione nella domanda. È una scelta difficile, ma necessaria per garantire la sostenibilità del business di easyJet nel lungo termine sul mercato italiano. Nonostante il quadro molto preoccupante che l’industria nel suo complesso si trova ad affrontare, voglio ribadire con forza l’impegno di easyJet nei confronti del nostro paese che è, e rimane, uno dei principali mercati europei della compagnia e dove continueremo a essere uno dei principali operatori, leader nei collegamenti nazionali e internazionali. Continuiamo a chiedere a gran voce un intervento deciso del Governo italiano con misure che tutelino il settore nel suo complesso e favoriscano la ripresa del traffico aereo”, conclude Lagorio.