Non è certo il primo a decidere di vivere in una stanza d’albergo, certo è che la sua è una decisione quantomeno singolare. Sergio Cappelli, notaio napoletano preferisce una stanza in albergo a 4 stelle nel centro storico di Napoli rispetto al suo grande appartamento che ha lasciato a Chiaia. Noto anche come Mr.Kind per le attività benefiche che svolge, da 7 anni vive al Majestic, pochi fronzoli e lo spazio di una stanza. “Sono accudito e coccolato, ho un ottimo rapporto con tutto il personale, quando torno trovo il portiere di notte per scambiare quattro chiacchiere… So che potrei avere gli stessi servizi in una casa mia, ma qui mi sento un uomo libero”, ha raccontato intervistato dal Corriere.

“Quando amici e conoscenti mi spingono a cercare un’altra sistemazione, rispondo sempre di no. Al Majestic mi sveglio contento”, dice. Si racconta che il notaio fino a 7 anni prima vivesse in una grande casa di rappresentanza a Chiaia dove ospitava anche una collezione di arte contemporanea e dove dava memorabili feste. “In quella casa sono stato felice, ma nella vita esistono stagioni diverse, ora qualcosa è cambiato, sette anni fa cercavo una situazione più rassicurante, una tana. Pensavo in realtà che sarebbe stata una scelta momentanea, invece mi sono trovato così bene che non ho più cambiato”, ha raccontato.

Nella sua famiglia c’è anche un altro precedente, uno zio che negli anni ’70 decise di vivere all’albergo Paradiso. E lo stesso notaio sgrana i nomi dei personaggi che hanno fatto la storia che pure decisero di vivere in albergo. Giuseppe Verdi ad esempio che ha vissuto al Grand Hotel et de Milan per 20 anni. “Addirittura è morto lì e si dice che quando era ammalato i milanesi ricoprirono le strade di fieno per attutire il rumore degli zoccoli dei cavalli e non disturbare il maestro”, racconta Cappelli. E ancora James Joyce che visse a lungo in albergo a Trieste, o Proust a Parigi.

Una scelta stravagante e non da tutti: “Ma è anche vero che qui non pago bollette, non devo occuparmi di manutenzione e riparazioni, insomma taglio certi costi”, ha spiegato il notaio a cui piace la dimensione raccolta. Per vivere ha scelto il Majestic per uno motivo preciso: “C’è un personale efficientissimo, a partire dal signor Giuseppe. Poi sono in pieno centro della città. Infine, l’edificio è stato progettato dall’architetto Gino Aveta proprio nel 1957, anno della mia nascita. Era scritto nelle stelle”.

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Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.