Sarebbe di natura passionale il movente dell’omicidio di Dario Angeletti, il 50enne biologo marino e professore associato all’università di Viterbo, trovato cadavere all’interno della propria auto martedì sera, 7 dicembre, nel parcheggio sterrato nei pressi delle Saline, a Tarquinia, ucciso con un colpo di pistola alla testa.

Le indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla procura di Civitavecchia (che ha aperto un fascicolo per omicidio) si indirizzano sulla sfera privata del docente e non su quella lavorativa. Il cerchio si sta restringendo e le attenzioni degli investigatori sono concentrate su un sospettato, ma al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli. Nella giornata sono stati ascoltati i parenti e gli amici del 50enne con l’obiettivo di ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo. Accertamenti anche sul cellulare della vittima.

Il docente era insanguinato seduto al posto del guidatore con la cintura di sicurezza, a dare l’allarme è stato un passante. I militari hanno trovato dei segni di frenata dell’auto di Angeletti sull’asfalto e delle tracce riconducibili ad una seconda auto. Sarebbe stato rinvenuto inoltre anche un bossolo, la scoperta, da quanto si apprende, sarebbe stata fatta questa mattina dagli inquirenti durante un sopralluogo sulla scena del delitto. Intanto domani, giovedì 9 dicembre, verrà effettuata l’autopsia.

Ulteriori dettagli potrebbero arrivare dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area delle Salini, dove è avvenuto l’omicidio.

Intanto ogni attività didattica nel Polo di Civitavecchia sarà sospesa nelle giornate del 9 e del 10 dicembre. “Per rispetto di Dario che domani sarebbe entrato in aula”, dicono dal Deb, il dipartimento Unitus dove insegnava. Dario Angeletti “amava il mare e ne aveva fatto il suo lavoro”, affermano dal suo dipartimento. “Lo vogliamo ricordare sorridente, tra i suoi studenti, sulle sue barche, in mezzo al mare. Era un docente apprezzato e appassionato, come testimoniano i molti messaggi di cordoglio che stiamo leggendo in queste ore e che ci scaldano il cuore. Tutto ciò che negli anni aveva studiato, Dario lo trasmetteva con entusiasmo ai suoi studenti, che spesso lo sceglievano come relatore per le loro tesi”, concludono.

Redazione