Sono stati sfrattati. Come un inquilino che occupa una casa o chi non paga regolarmente l’affitto. Solo che non si tratta di normali cittadini ma di un intero comando di carabinieri. La stazione di Ottavia, in via Roberto Filamondo, a Roma, è stata sfrattata dal proprietario delle mura. Una vicenda al limite del surreale.
LA DENUNCIA DELLA LEGA
«Nel silenzio più totale a settembre chiuderà per sfratto la stazione dei carabinieri di via Roberto Filamondo nel quartiere di Ottavia. Un fatto inaccettabile sul quale le Istituzioni hanno il dovere di prendere subito provvedimenti. Ci risulta che ad oggi gli incontri tra la Prefettura e il Sindaco non siano andati a buon fine per la ricerca di una sede alternativa e i carabinieri in servizio in quel quadrante verranno collocati altrove lasciando sguarnita e insicura un’area delicatissima della città che ricomprende quartieri complicati e che hanno bisogno di un presidio di sicurezza». Ad affermarlo, in una nota, sono Fabrizio Santori e Monica Picca, dirigenti romani della Lega Salvini Premier.
QUARTIERI A RISCHIO
Il quadrante coperto dalla stazione sfrattata è uno dei più difficili della città, con una densità abitativa molto e alta e un tasso di criminalità sopra la norma. Per questo i residenti fanno appello alle Istituzioni per evitare che i loro quartieri possano diventare meno sicuri senza un presidio fisso. «Ottavia, Palmarola, Torresina, Quartaccio - aggiungono – sono solo alcuni delle zone ricomprese nella giurisdizione di questa fondamentale stazione che chiuderà i battenti, come già accaduto per la caserma di Settecamini, senza che il sindaco Raggi si sia imposto nei confronti del Ministero dell’Interno e nonostante la presenza di numerose alternative dove collocare il presidio, come ad esempio le numerose strutture occupate o lasciate in totale stato di abbandono». «Quando chiuderà la stazione – concludono i dirigenti della Lega – i residenti dei quartieri coinvolti dovranno far riferimento alla stazione e al commissariato di Monte Mario e Primavalle distanti circa 7 km. Ci attiveremo, mobilitando comitati di quartieri e associazioni del territorio, per chiedere un’immediata soluzione a questo ennesimo scempio sulla pelle dei cittadini del XIV Municipio».

Sofia Unica