Assolto dalle accuse di pedofilia il cardinale australiano George Pell. Il verdetto è stato formulato dall’Alta Corte, l’organo di giudizio definitivo in Australia. Pell era il prelato più alto in grado di sempre ad essere condannato, in primo e secondo grado, per violenza sessuale su minori. Il cardinale, 78 anni, tornerà quindi immediatamente libero.

Pell era stato condannato con l’accusa di aver violentato due coristi sorpresi a bere del vino della messa nella sagrestia. I fatti contestati risalivano al 1996, la chiesa in questione era la cattedrale di Melbourne e Pell era all’epoca arcivescovo della diocesi. Secondo l’Alta Corte il cardinale non è stato dimostrato colpevole “oltre ogni ragionevole dubbio” e lo stesso organo ha dichiarato che “esiste la possibilità significativa che sia stata condannata una persona innocente”. Il cardinale è stato così assolto all’unanimità

Il prelato ha dichiarato di non provare nessun risentimento verso i suoi accusatori: “Non voglio che la mia assoluzione si sommi alla sofferenza e all’amarezza che molti provano. Di sofferenza e amarezza ce ne sono già state abbastanza. Il mio processo, in ogni caso, non era un referendum sulla chiesa cattolica, né un referendum su come le autorità ecclesiastiche in Australia avevano gestito il crimine della pedofilia nella chiesa. Il punto era se io avessi commesso questi crimini terribili, e non l’ho fatto”. Pell si è sempre professato innocente. Per sottoporsi il processo è tornato in Australia quando ancora ricopriva la carica di prefetto della Segreteria per l’Economia.

Sull’assoluzione di Pell si è espresso anche l’ex presidente del Consiglio, leader di Italia Viva, Matteo Renzi in un post sui social: “Ciò che è accaduto al cardinale australiano Pell è incredibile. La persecuzione nei suoi confronti è una delle pagine nere della (in)giustizia mondiale”.