La ‘mazzata’ l’ha annunciata senza tanti giri di parole il ministro per Transizione Ecologica Roberto Cingolani nella giornata di ieri, lunedì 13 settembre: dal primo ottobre “la bolletta elettrica aumenta del 40%”, ha riferito il ‘tecnico’ scelto da Draghi per un dicastero chiave, parlando a Genova in un convegno della Cgil.

Questa volta infatti le sue parole non arrivano su un argomento divisivo ma ‘complicato’ come il possibile ritorno al nucleare, ma su un argomento che colpisce direttamente le tasche degli italiani.

“Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenta del 40% – ha messo in guardia Cingolani -. Queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle”.

Ma perché sono in arrivo questi aumenti? A spiegarlo già ieri ci ha pensato lo stesso ministro: “Succede perché il prezzo del gas a livello internazionale aumenta, succede perché aumenta anche il prezzo della CO2 prodotta”.

Il governo comunque, ha poi precisato Cingolani, è “fortemente impegnato per la mitigazione dei costi delle bollette dovuti a queste congiunture internazionali e per fare in modo che la transizione verso le energie più sostenibili sia rapida e non penalizzi le famiglie”.

Per il portafoglio degli italiani le conseguenze si faranno sentire non poco: la previsione è che i costi schizzeranno all’insù di circa 100 euro per la luce e 400 per il gas.

Aumenti provocati dalla ripresa dell’economia globale, in ripartenza nelle grandi potenze mondiali grazie all’andamento della campagna di vaccinazione contro il Covid-19. Le aziende dei ‘paesi ricchi’ sono tornate infatti a lavorare a pieno regime, facendo impennare la domanda di energia e di conseguenza del gas, fonte principale dell’elettricità. L’altro elemento da tenere in considerazione è quindi il prezzo della CO2, o per meglio dire dei certificati sulle omissioni, ovvero i ‘permessi di inquinare’. Le politiche restrittive pro-ambiente messe in atto dall’Unione Europea hanno reso il prezzo di questi ‘diritti’, scambiati come prodotti finanziari, più cari, e i produttori di energia che li acquistano scaricano poi i costi in bolletta.

Il governo da parte sua è già intervenuto per calmierare il prezzo dell’elettricità: l’esecutivo aveva stanziato a luglio 1,3 miliardi di euro per ridurre l’aumento dei prezzi. Il costo dell’elettricità era aumentato del 9,9%, e quello del gas del 15,3%, ma senza “l’aiuto di Stato” la bolletta sarebbe salita del 20 per cento. Il governo ha in pratica usato 1,2 miliardi ricavati dalla vendita di quote di emissioni nel sistema Ets per abbassare la stangata per i cittadini.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia