Sono 240 le persone risarcite per i fatti di piazza San Carlo a Torino. La sera del 3 giugno 2017 durante la proiezione su maxischermo della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid una serie di ondate di panico generate dallo spray urticante utilizzato da una banda di rapinatori provocarono 1.500 feriti e in seguito la morte di due donne, Marisa Amato e Erika Pioletti. Dopo le visite degli specialisti effettuate durante le trattative con le assicurazioni dei responsabili civili, a una giovane della provincia di Torino è stata riconosciuta la sindrome da stress post traumatico, definita anche come ‘sindrome da guerra’. La ragazza ha spiegato che a causa del trauma non è più neanche riuscita ad andare a Torino senza essere accompagnata. Ma non è l’unica: molti dei presenti in piazza quella sera hanno lamentato anche danni di tipo psicologico. Le persone offese che non hanno ancora raggiunto un accordo sono un’ottantina. Altre cinque oggi hanno chiesto di costituirsi parte civile.

E’ quanto si è appreso oggi al Palazzo di Giustizia di Torino, a margine della ripresa dell’udienza preliminare a carico di 15 imputati per i reati di disastro e omicidio colposo, tra cui figura la sindaca Chiara Appendino. Durante il dibattimento, il pm Vincenzo Pacileo ha modificato alcune parti del capo d’accusa contestando ad alcuni imputati, compreso il primo cittadino, altre condotte omissive in riferimento a presunte carenze di organizzazione e di gestione della serata. In merito ha lasciato delle dichiarazioni anche l’ex questore di Torino, Angelo Sanna, affermando che “quello di oggi è un passaggio processuale importante”. Il riferimento è al fatto che, secondo il programma iniziale, oggi alcuni imputati potrebbero chiedere riti alternativi, patteggiamento o giudizio abbreviato.

Secondo il pm la sindaca Appendino è responsabile di una delle varie autorizzazioni, che fu concessa “senza che fosse stato preventivamente acquisito il parere obbligatorio e vincolante della commissione provinciale di vigilanza” e che avrebbe dovuto “prendere provvedimenti o dare disposizioni affinché lo spettacolo non si tenesse o fosse interrotto”. L’avvocato Pietro Obert, legale del Comune, spiega: “Non abbiamo riconosciuto alcun danno da stress post traumatico da stress” . Ad oggi ci sono solo incarichi per valutare eventualmente la sussistenza di questo trauma, mentre l’udienza è stata aggiornata alla prossima settimana.