“Simili eccessi comunicativi traggono spesso origine dal desiderio di acquisire titoli utili per fare carriera”. È una condanna netta quella che fa Armando Spataro, ex magistrato ed ex procuratore della Repubblica a Milano e Torino, delle foto comparse online di due agenti della polizia locale di Opera (Milano), con alle loro spalle un uomo dietro le sbarre. A pubblicarle, contro le normative del codice di procedura penale in difesa della privacy delle persone private della libertà personale, era stata la pagina Facebook dal Corpo della polizia locale di Opera, oscurando con un tratto bianco il volto dell’uomo in stato di fermo.

LA STOCCATA AI PM –  Per l’ex magistrato la foto è l’occasione, in una lettera inviata a ‘La Repubblica’, per avanzare severe critiche ad un certo modo di fare della magistratura. Spataro si ‘allinea’ così al titolo de ‘Il Riformista’ su Nicola GratteriGiustizia? E’ solo show”, dopo l’inchiesta che ha portato ad oltre 300 arresti per ‘Ndrangheta in Calabria.

 “Non è apprezzabile la pratica di certe teatrali conferenze stampa – scrive Spataro – in cui alcuni pubblici ministeri, inclusi quelli che sognano di rivoltare le regioni in cui operano (quasi che il compito dei magistrati sia quello di moralizzare il Paese), presentano sistematicamente le proprie indagini con proclami del tipo “si tratta della più importante indagine antimafia del secolo” o “finalmente abbiamo scoperto la mafia al Nord” (ignorando processi celebrati più di venti anni fa).

LE INTERVISTE SHOW – Spataro ne ha anche per certe interviste che “costituiscono spesso occasione per l’ampliamento degli spazi propri delle conferenze stampa: consentono ai magistrati, ad esempio, la costruzione di verità alternative rispetto a quelle accertate o da accertare nei dibattimenti. Proliferano misteri senza fini e indimostrate responsabilità di un antistato diffuso e indecifrabile: un noto pm ha dichiarato che Messina Denaro (il boss latitante e capo della mafia siciliana, ndr) non viene preso perché conosce troppi segreti”.

LA RICETTA DI SPATARO – Per l’ex procuratore di Milano e Torino la soluzione è chiara: “Le corrette modalità di comunicazione impongono, oltre che equilibrio e sobrietà, la massima spersonalizzazione delle notizie necessarie. Le conferenze stampa vanno risalvate alle occasioni di storica o particolare necessità, senza dimenticare che il rispetto del giusto processo e dei diritti dell’uomo è raccomandato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo”.