Li avevano chiamati “Criminali No Vax” e se li sono trovati sotto la redazione. A protestare, a manifestare, a insultarli. È successo al quotidiano Libero, fondato da Vittorio Feltri e diretto da Alessandro Sallusti. La protesta sotto la redazione in viale Luigi Majno a Milano al grido di “giornalista terrorista”, a invocare la “dittatura sanitaria”, come tante altre volte è successo negli ultimi mesi.

“Sapevamo che prima o poi sarebbero arrivati e non ci hanno deluso – scrive il quotidiano sulla sua pagina web – Come ogni sabato un corteo di no-vax ha protestato per le vie del centro di Milano contro la fantomatica ‘dittatura sanitaria’, contro noi ‘giornalisti corrotti’ e altre amenità simili che strappano quasi un sorriso, se non fosse triste constatare quanta gente ci crede. Queste persone hanno tutto il diritto di manifestare e di urlare contro le redazioni dei giornali: anzi, sono da un certo punto di vista invidiabili perché il loro credo è incrollabile”.

La settimana scorsa il quotidiano – dopo le minacce ai giornalisti e ai politici (tra cui il ministro degli Esteri Luigi di Maio) e le aggressioni fisiche a un giornalista di Repubblica e all’infettivologo Matteo Bassetti – aveva titolato in prima pagina “Criminali No Vax – Superato il limite”. In prima pagina un editoriale senza mezze misure del direttore Sallusti e un articolo altrettanto affilato di Filippo Facci. Un’edizione che aveva fatto molto discutere – considerando anche che l’area di riferimento del quotidiano, la destra, ha strizzato l’occhio ai cosiddetti complottisti, aperturisti e scettici durante tutta l’emergenza. Il quotidiano scrive comunque a chiare lettere che “vaccinarsi non è di sinistra”.

 

Sallusti aveva scritto che “questa violenza ha dei mandanti precisi che lavorano al sicuro nelle redazioni di alcuni giornali a caccia di un pugno di copie in più, ma non solo” e che “come sempre i cattivi maestri la faranno franca in nome della libertà di opinione mentre l’adepto plagiato finirà davanti alla corte di qualche tribunale abbandonato da tutti”. Dopo il flop della manifestazione indetta sui gruppi Telegram No Vax per mercoledì 1 settembre, in occasione della estensione del Green Pass ai trasporti a lunga percorrenza, Sallusti era tornato sul punto: “Credo che i No vax e i No pass organizzati e internet guidati torneranno a farsi vivi – probabilmente a sorpresa – non appena le acque si calmeranno. Ma da oggi sappiamo che non rappresentano nessuno, saranno alla stregua dei No Tav e No global, gruppetti di piromani della società e del buon senso. Resta da chiedersi chi pagherà il conto dell’enorme mobilitazione delle forze dell’ordine messe in campo ieri per fronteggiare un nemico che neppure si è presentato. E forse qui c’è la chiave di lettura della strategia di questi signori: non colpire uniti, ma gettare il Paese nella paura stando nascosti e al riparo nelle fogne del web, che quattro fessi abboccano sempre“.

Proprio stamane, dopo la manifestazione di ieri sera, il direttore del quotidiano ha diffuso le immagini della manifestazione in un video con un suo messaggio sul suo canale social. “Manifestare e protestare è sempre legittimo in democrazia, se questo avviene sempre in maniera civile. Ma la ragione non è sempre dalla parte di chi manifesta e di chi protesta. Questi signori insultavano me e i giornalisti di Libero ma in realtà stavano insultando i 140mila morti di questa pandemia, i loro familiari, i medici che 24 ore al giorno combattono per salvare delle vite. A proposito di vite auguro a questi ragazzi, a questi signori, di non fare la fine di tanti loro compagni di avventura No Vax che hanno finito i loro giorni in una camera di rianimazione. Con le ultime ore a piagnucolare di essere stati cattivi maestri. Ecco, io non voglio essere cattivo maestro, perciò continuerò a sostenere i vaccini e il Green Pass“.

 

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.